giovedì 14 settembre 2017

Una splendida mostra di sculture alla Fondazione Jorio Vivarelli di Pistoia


Villa Stonorov - Pistoia
14 settembre – 18 novembre 2017 

Opere di

BERGOMI, BODINI, BORGHI, CARTA, CASCELLA, COLOMBARA, CORDERO, CUSCHERA, FABBRI, FAZZINI, FINOTTI, GRECO, MANZÙ, MARANIELLO, MARINI, MASTROIANNI, MESSINA, MINGUZZI, DELLE MONACHE, PEREZ, ROSENBERGER, SPAGNULO, VANGI, VIVARELLI.

IDEE, VALORI E MODELLI NEL NOVECENTO ITALIANO. PER LA PRIMA VOLTA A PISTOIA, UNA MOSTRA RACCONTA LO SGUARDO DI ALCUNI TRA I PIU’ IMPORTANTI SCULTORI DEL SECOLO SCORSO.

L’esposizione, articolata tra il parco Stonorov e la casa-studio di Jorio Vivarelli, è come un museo diffuso in cui il visitatore è invitato a ripercorrere la cultura e la storia dei nostri giorni più recenti.
Due opere dello scultore saranno donate al Museo Ermitage di San Pietroburgo.

Splendide opere d’arte che escono dalle gallerie e dalle collezioni private per vivere i suggestivi spazi, interni ed en plein air di Villa Stonorov, sede della Fondazione Vivarelli. Con uno straordinario itinerario nel verde che celebra l’eccellenza della scultura italiana moderna e contemporanea, inaugura oggi la mostra Jorio Vivarelli e i grandi scultori italiani del suo tempo, un’occasione di confronto, visione e revisione critica offerti per la prima volta in terra pistoiese fino al 18 novembre.
Promossa dalla Fondazione Jorio Vivarelli e Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, in collaborazione con Nicola Loi - Studio Copernico (Milano), la mostra mette in libera relazione le opere del maestro Vivarelli con una scelta antologica di primo piano nel panorama italiano del Novecento. Il progetto espositivo, curato da Edoardo Salvi, Luciano Caprile e Siliano Simoncini, e reso possibile dal noto fotografo Aurelio Amendola, realizza la poetica di 24 autori in un vocabolario di forme e volumi che si armonizzano con l’ambiente circostante, due ettari di parco ricchi di ulivi, ginepri e ippocastani abbracciati alla casa-studio dello scultore dove prosegue l’allestimento.
Come in una composizione pittorica, i vari elementi si accordano man mano che si penetra nel percorso creando una visione morbida e mutabile a seconda della prospettiva offerta al visitatore, chiamato a riconoscere in queste immagini la cultura e la storia dei nostri giorni.
Dai noti Crocifissi alle Memorie storiche, dalle gioiose Fontane al martellante richiamo salvifico dell’eros, alle ripetute meditazioni sulla condizione umana e al senso dell’essere nella dimensione del cosmo, Vivarelli si è incontrato, idealmente e di fatto, con molti protagonisti della scultura del proprio tempo, non soltanto traendone ispirazione, ma anticipando soluzioni plastiche adottate da alcune rilevanti tendenze contemporanee. In tal senso, l’esposizione, che conta ben 44 opere di varie dimensioni, si dispiega a partire dall’eredità novecentista, rappresentata da opere di Francesco Messina (1900), fino al più giovane Paolo delle Monache (1969). Tra i due estremi anagrafici si inseriscono Marino Marini - a significare la genesi della forma plastica dagli etruschi alle avanguardie –, Agenore Fabbri, Emilio Greco, Luciano Minguzzi e Giacomo Manzù. Floriano Bodini, qui presente con un’opera di raffinata e calligrafica superficie, ricorda, con il suo “realismo esistenziale”, la stagione “Intrarealista” che vide Vivarelli accanto ad un’eletta schiera di scrittori ed artisti tra cui Novello Finotti, del quale è esposta una singolare lampada-scultura.
Ancora Umberto Mastroianni, Piergiorgio Colombara, l’arcaismo strutturale di Salvatore Cuschera, e Augusto Perez, di cui tornano due suggestivi esempi del suo idiomatico percorso, tra gestazione della forma e onirici ricordi del mondo classico. Giganteggia su tutti la complessa Stoccarda di Riccardo Cordero, compenetrazione ed estensione di piani attraverso linee-forza di lontana ascendenza futurista. Non mancano le opere di Giuliano Vangi, Giuseppe Maraniello, Giuseppe Spagnulo, una terracotta misticheggiante di Michal Rosemberger e una testa di marmo in blocchi componibili di Pietro Cascella che omaggia la versatilità della materia grezza e l’arte di Modigliani.
Chiudono il percorso il quieto realismo della quotidianità di Giuseppe Bergomi, un elegante gruppo mitologico di Paolo Borghi e la versione in bronzo della celebre Figura che cammina, scolpita nel legno, nel 1933, da Pericle Fazzini, uno dei grandi scultori italiani del secolo scorso.
Nel catalogo, edito da Bandecchi & Vivaldi, i testi di Edoardo Salvi, Luciano Caprile e Siliano Simoncini. Fotografie di Aurelio Amendola.
Due opere di Jorio Vivarelli, “Le madri” (1959) e “Oscar Stonorov” (1972), saranno donate al Museo Ermitage che le inserirà all’interno del Dipartimento delle arti figurative occidentali diretto dal noto studioso Sergej Androsov.


Jorio Vivarelli e i grandi scultori italiani del suo tempo
14 settembre -18 novembre 2017
Villa Stonorov, Via Felceti, 11 – Pistoia
A cura di Edoardo Salvi, Luciano Caprile, Siliano Simoncini
Orari: dal Martedì al Venerdì 10.30-12; 15-18, Sabato 10-13; 15-18
Servizio navetta gratuita da Piazza San Bartolomeo, prenotabile al Tel. 335 7116713 (Centro guide Turistiche Pistoia) Visite guidate su appuntamento, a pagamento (tel. 0573 477423)
Ingresso libero
Per informazioni e prenotazioni: tel. 0573.477423, segreteria@fondazionevivarelli.it

                                                                                  Un momento della conferenza staampa


Fabrizio Del Bimbo


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