sabato 7 luglio 2018

Orizzonti Verticali 2018 volge al termine


Orizzonti Verticali 2018

L'incontro fra generazioni del 6 luglio è stato moderato da Emilio Nigro, noto critico teatrale di origine calabrese, che ha affermato:

"Mi sono affacciato in questo mondo elitario con entusiasmo. Ho notato la distanza tra pubblico e attori. Il teatro diventa un piccolo microcosmo che parla a se stesso. È la deriva di questi ultimi anni." 

Sandro Avanzo concorda in parte con quanto affermato da Nigro.

" Le ultime stagioni teatrali milanesi hanno mosso le persone che hanno riempito le sale."Santa estasi" è stato un'esperienza unica, un laboratorio per performer, che è un ruolo più ampio di quello  dell'attore. 8 spettacoli, 8 drammaturghi: a Milano ha avuto enorme successo, persone mai viste prima hanno riempito il teatro. Cosa ha fatto scattare questo interesse? Era una comunità di cittadini che si ritrovava, che aveva bisogno di ritrovarsi nell' esperienza teatrale."

Carlo Quartucci, maestro del teatro, dice che sono oltre 50 anni che si parla di ciò, dal convegno di Ivrea del 1967. Il manifesto di Ivrea fu firmato da 100 persone. A Genazzano, vicino Roma, paese di 5.000 abitanti, sono arrivati da tutto il mondo. Gli spettatori erano tantissimi e la mattina dopo tutti ne parlavano. Se qualcosa non andava, la colpa era dei teatranti. Era una compagnia detta sperimentale Da Genazzano la compagnia si è spostata a Erice, occupando tutte le chiese.  Gli attori venivano da Catania, da Palermo per mettere in scena Tamerlano. Lo spettacolo è stato messo in scena anche a Edimburgo. Era un progetto di amicizia tra i teatranti. Ci sono voluti 50 anni perché il teatro fosse incluso dallo Stato nei beni culturali. 

Tuccio Guicciardini afferma che Orizzonti Verticali è un festival aperto, ma qual è la sua funzione sociale?  Il  teatro dei Leggieri è stato chiuso quest'anno, ma il Comune non capisce la necessità di riaprirlo, non ne vede l'urgenza. Poi oggi ci sono troppi moduli da riempire per avere finanziamenti. Troppi adempimenti burocratici mettono in difficoltà.

Secondo Lorenzo, uno dei giovani artisti, il problema sta nell'educazione dei ragazzi al teatro. Avanzo vorrebbe sapere perché i giovani attori fanno questo mestiere. La risposta sta nella volontà di esprimersi.
Una conclusione plausibile dell'incontro:
è importante recuperare la dimensione umana del teatro.  E per un attore è fondamentale emozionare il suo pubblico.





Il 7 luglio Renzo Francabandera, critico teatrale, ha moderato l'incontro conclusivo di Orizzonti Verticali 2018. Il vivere sociale nel teatro è venuto meno negli ultimi anni. I giovani non colgono più il fermento, c'è un fenomeno di analfabetismo in Italia che interessa metà popolazione, che non capisce ciò che legge. Cosa è che gli spettatori non trovano nell'arte, nel teatro? Oggi il teatro non attira più e si fanno progetti per spingere la gente nel teatro. Il moderatore vuol sapere in quale periodo della nostra vita non abbiamo amato affatto l'arte e il teatro. Il direttore di un piccolo teatro a Erevan in Armenia, Vahan Badalyan, dice che ha sempre amato il teatro. Dopo la caduta delle repubbliche sovietiche l'economia  in Armeniaè crollata nel  1992. In Armenia le giovani generazioni sono molto interessate. Lui stesso traduce testi stranieri per proporre lavori nuovi. Ora si impegna a ricostruire una cultura nel suo paese. Intervengono le giovani ragazze dello staff, anche Millennials, che affermano di essere interessate al teatro e all'arte, anche se guardano il Grande Fratello in tv. Ritengono che si possa avvicinarsi al teatro anche attraverso Facebook. Si auspica per il futuro il recupero di rapporti umani diretti, non più mediati dai social.  In conclusione Mimmo Cuticchio ha raccontato agli astanti la sua esperienza familiare degli anni 50 e 60 con il teatro dei pupi siciliani


Il festival volge al termine. 

Domenica 8 luglio si conclude la sesta edizione di Orizzonti Verticali. 


Alle 19 al Palazzo della Propositura in Piazza Pecori  Impresa Fulvio Cauteruccio presenta lo spettacolo “Ellepi” con Fulvio Cauteruccio – anche regista dello spettacolo – e Flavia Pezzo. Partendo da uno studio sui Sei Personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, lo spettacolo sonderà in modo originale la poetica dell'autore, scardinandola in assoluta libertà, ad oltre settant’anni dalla morte del Premio Nobel. Sulla scena, disposta come un ring, gli attori finalmente sfogheranno il proprio desiderio di esistere ed il pubblico sarà parte attiva nella girandola delle azioni.

Alle 22 alla Rocca di Montestaffoli Versiliadanza propone lo spettacolo “Egon”, una coreografia di e con Leonardo Diana, un progetto multidisciplinare incentrato sulla poetica dei pittori Gustav Klimt ed Egon Schiele nella Vienna a cavallo del primo ‘900. Lo spettacolo si sviluppa nella relazione tra corpo, gesto e nuove tecnologie. Una creazione originale con scenografie virtuali PROFORMA - Nicola Buttari, Martino Chiti, musica Andrea Serrapiglio e Luca Serrapiglio, organizzazione Filippo Figone, produzione Versiliadanza 2017 con il sostegno di MiBACT – Ministero Beni e Attività Culturali e delTurismo, Regione Toscana, Comune di Firenze e la collaborazione di Teatro Cantiere Florida di Firenze, Armunia/Festival Inequilibrio, Deutsches Institut di Firenze.

Fabrizio Del Bimbo

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