giovedì 3 dicembre 2009

Moby conferma la sua leadership verso Sardegna e Isola d'Elba


Moby ha affrontato con grinta la difficile stagione 2009, registrando un sostanziale mantenimento dei volumi complessivi e delle quote di mercato sulle destinazioni Sardegna ed Elba, verso le quali la compagnia della Balena Blu conferma la sua leadership assoluta, e segnando una crescita significativa sulla Corsica. In dettaglio, secondo i dati dei 9 mesi 2009, aggiornati al 30 settembre scorso, la Compagnia ha trasportato in Sardegna quasi 3 milioni e mezzo di passeggeri, oltre un milione e 400 all’Isola d’Elba e ben 650mila in Corsica.

E’ l’Isola Corsa a riservare le maggiori soddisfazioni: nei collegamenti da e per Bastia Moby ha trasportato ben 65.000 passeggeri in più rispetto al 2008, con un incremento su base annua addirittura del 14%. Complessivamente la quota di mercato sul traffico tra l’Italia e la Corsica è cresciuta al 40% circa. «Un dato che ci gratifica e che premia l’impegno che da sempre abbiamo riservato a questa destinazione. Operiamo i collegamenti con la Corsica dal 1974, ero un ragazzo quando abbiamo iniziato», afferma Vincenzo Onorato, presidente della Compagnia. «E continuiamo a riservare grande attenzione, come dimostrano le iniziative messe in cantiere proprio quest’anno: la linea Livorno – Bastia – Livorno diventa annuale con 4 collegamenti settimanali anche nei mesi invernali. A questo si aggiunge la grande novità del 2010: a partire dal 1° aprile prossimo inaugureremo la nuova tratta Tolone-Bastia-Livorno, che sarà operativa tutto l’anno, destinata a passeggeri e merci, con l’obiettivo di dare grande impulso alle autostrade del mare». Queste iniziative fanno parte di una più ampia strategia di posizionamento, volta nel tempo a rendere Moby il vettore di riferimento verso l’isola, come già lo è per Sardegna e per l’Isola Elba.

Resta costante l’attenzione verso queste due destinazioni, come testimonia l’apertura anticipata della Genova-Olbia-Genova, che sarà attiva già dal mese di marzo 2010, con partenze notturne trisettimanali e che, a partire da quest’anno, diventerà attiva tutto l’anno. Inoltre, destinazione Elba, nel 2010 sarà inaugurato anche il collegamento tra Piombino e Cavo, e si tratterà di una linea low cost con tariffa flat rate.

Nonostante la congiuntura economica che ha portato alla contrazione della domanda, Moby è riuscita a contenere entro il 2% la riduzione dei ricavi al 30 settembre (circa 230milioni di euro). «L'Ebitda è cresciuto, in nove mesi, del 16% rispetto al 2008 », spiega Onorato. «E l’obiettivo è quello di raggiungere, a fine anno, un +18-20% rispetto ai 50 milioni realizzati lo scorso anno. Si tratta di risultati particolarmente performanti, considerato anche il particolare contesto macroeconomico in cui sono maturati. Una situazione particolarmente difficile, con la debolezza della domanda e il tendenziale calo delle tariffe dovuto anche all’eliminazione del supplemento carburante».

La forza di Moby è quella di riuscire a coniugare con successo la prosecuzione della crescita storica per linee interne al perfezionamento di importanti acquisizioni sinergiche (Lloyd Sardegna, Sinergest, Enermar Trasporti), che hanno contribuito a un incremento e a una diversificazione del volume d’affari complessivo. «Alla luce di queste considerazioni la società ha mezzi e competenze per svolgere un fondamentale ruolo aggregante nell’inevitabile processo di consolidamento che coinvolgerà le principali aziende del settore. Per questo siamo pronti a cogliere eventuali opportunità concrete», commenta Onorato. «Stiamo al tempo stesso portando avanti un ambizioso piano di sviluppo strategico stand-alone, che aprirà un nuovo importante ciclo di sviluppo della nostra storia».


Nicoletta Curradi

Torna in Toscana PassTeatri


E’ conveniente, stuzzica la voglia di cultura, può essere prestato ad un amico... 


Un successo crescente, quello di Passteatri, “abbonamento trasversale” ideato dall’Associazione Firenze dei Teatri che, con soli 48 euro, consente di assistere a 6 spettacoli, a scelta, tra quelli proposti da 18 teatri di Firenze, Prato e Pistoia per la stagione 2010.


Passteatri è in distribuzione dal 1 dicembre 2009 in tutti i teatri che aderiscono all’iniziativa, attraverso il circuito Box Office, presso i supermercati Coop, alle sedi Arci e Aci e in tante edicole, librerie e negozi.

Due importanti novità rispetto alle precedenti edizioni: innanzitutto un cartellone ancora più ricco comprendente, da quest’anno, anche il Centro Magnolfi Nuovo di Prato, che va ad aggiungersi ai teatri fiorentini Cantiere Florida, Cestello, Everest, Le Laudi, Pergola, Puccini, Rifredi, Verdi-Orchestra della Toscana, al Comunale di Antella a Bagno a Ripoli, al Corsini di Barberino di Mugello, al Manzoni di Calenzano, al Dante di Campi Bisenzio, al Niccolini di San Casciano V.P, al Teatro Studio di Scandicci, alla Limonaia di Sesto Fiorentino e al Manzoni di Pistoia, con l’adesione speciale del Teatro del Maggio Musicale.
Altro importante cambiamento, la possibilità di acquistare PASSTEATRI anche al Box Office, in tutto il suo circuito regionale di prevendite e on line al sito www.boxol.it.


Ciascuno dei teatri che ha aderito a PassTeatri ha selezionato tre proposte scelte fra le migliori della propria programmazione.


Acquistando PassTeatri l’abbonato ha la possibilità di scegliere, su un’offerta complessiva di 54 proposte, 6 spettacoli al prezzo di € 48.


Ai possessori di PassTeatri il Teatro del Maggio offre la possibilità di acquistare due biglietti al prezzo particolare di 10 euro ciascuno per tre degli appuntamenti più attesi della stagione: l’opera Adriana Lecouvreur, il balletto Don Chisciotte e il concerto diretto da Marc Albrecht.

Conservando inoltre l’abbonamento PassTeatri si avrà diritto ad un’offerta speciale nel corso della 73a edizione del Festival, che verrà comunicata successivamente.


L’abbonamento è cedibile (può essere quindi utilizzato da persone diverse), ma deve essere necessariamente consumato in 6 diversi teatri.

L’abbonamento provvisto di codice a barre costituisce valore fiscale e deve essere mostrato al momento del ritiro del biglietto presso la biglietteria del teatro.


L’abbonato, una volta scelto lo spettacolo al quale intende assistere, è tenuto a prendere visione delle modalità di prenotazione e di ritiro biglietti così come indicate dal teatro stesso all’interno del depliant.


Associazione  Firenze dei Teatri
via Solferino 15 - 50123 Firenze

Tel 055 2779362 - www.firenzedeiteatri.it - info@firenzedeiteatri.it


Il 10 dicembre si festeggiano i 150 anni di Casa Buonarroti


Giovedì 10 dicembre alle ore 17 presso l'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze si terrà l'incontro sul tema "Una casa onorevole nella città". La Casa Buonarroti centocinquanta anni dopo l'apertura al pubblico, interverranno Luigi Zangheri, Presidente dell'Accademia delle Arti del Disegno, Eugenio Giani, Presidente della Fondazione Casa Buonarroti, Cristina Acidini, Soprintendente Speciale per il Polo Museale Fiorentino e Pina Ragionieri, Direttrice della Fondazione Casa Buonarroti.

I discendenti di Michelangelo, devoti alla memoria del grande avo, di lui raccolsero e conservarono nei secoli nella dimora di famiglia, situata nel centro storico di Firenze, in via Ghibellina, opere d'arte, autografi, documenti: una storia da ripercorrere nell'occasione del centocinquantesimo anniversario dell'apertura al pubblico del Museo della Casa Buonarroti.

Un documento già noto a Gaetano Milanesi e riproposto nel 1965 da Ugo Procacci testimonia che il 3 marzo 1508 Michelangelo acquistò tre case e una casetta tra via Ghibellina e via Santa Maria (poi via dei Marmi sudici e ora via Michelangiolo Buonarroti). Un'altra piccola casa contigua fu acquistata nell'aprile del 1514 dall'artista, che nelle due abitazioni meno anguste del piccolo complesso abitò dal 1516 al 1525, anno in cui si trasferì nel quartiere di San Lorenzo. Fin dal 1516 era infatti impegnato negli interventi per la fabbrica di San Lorenzo: il progetto della facciata della basilica, come si sa rimasto inattuato, la Sagrestia Nuova e la Biblioteca Laurenziana. A partire dal 1525, le case di via Ghibellina risultano tutte e cinque affittate.

Michelangelo vive altrove; tuttavia, una preoccupazione costante, perfino ossessiva si ricava dal suo carteggio, specialmente dopo il trasferimento definitivo a Roma nel 1534: quella di affidare per il tempo a venire il nome della propria famiglia a un edificio in Firenze che corrisponda al concetto da lui stesso racchiuso nell'espressione "casa onorevole nella città". Un risultato apprezzabile non fu ottenuto vivente Michelangelo; e si dovette giungere al 1590 perché il discontinuo interesse del nipote Leonardo, unico erede, approdasse al palazzo di famiglia lungamente ambito dal grande zio.

La fase più significativa fu segnata però dall'opera di uno dei figli di Leonardo, Michelangelo Buonarroti il Giovane, personaggio di grande spicco nel panorama culturale della Firenze della prima metà del Seicento. Questo memore pronipote ampliò il fondo immobiliare; e fu per suo impulso che l'edificio assunse la fisionomia, non solo esterna, che tuttora conserva. Morì nel 1647, compianto, come scrisse il Baldinucci, "non solo da tutti i virtuosi, ma eziandio da tutta la città, a cui erano ben note le sue rare qualità".

All'inizio del secolo XVIII la proprietà tocca, per la sua grande rinomanza e non per diritto di primogenitura, a Filippo Buonarroti, presidente dell'Accademia Etrusca di Cortona, membro dell'Accademia della Crusca, erudito e archeologo di valore. Filippo arricchisce le raccolte familiari con numerose opere etrusche e romane; con lui la Casa torna ad essere, come ai tempi di Michelangelo il Giovane, meta di visitatori illustri, e vive la sua estrema stagione di splendore.

Furono invece anni davvero difficili per il palazzo e per la famiglia quelli a cavallo fra Settecento e Ottocento: nel 1799 il presidio austriaco che governava Firenze decretò la confisca del patrimonio Buonarroti, che fu assegnato all'Ospedale di Santa Maria Nuova. Si giungeva a questo perché l'erede legittimo, il famoso Filippo (1761-1837), rivoluzionario e seguace di Robespierre, era da anni esule in Francia, e per di più in attesa di essere deportato come uno dei protagonisti della Congiura degli Eguali di Babeuf (1796).

Fu con ogni probabilità l'avveduto comportamento della moglie di Filippo, la contessa Elisabetta Conti, a far sì che la proprietà venisse nuovamente assegnata alla famiglia. Nel 1812 infattl il figlio primogenito di Filippo, Cosimo Buonarroti, futuro ministro dell'istruzione pubblica nel governo granducale, riusciva a riprendere possesso del palazzo di via Ghibellina, degradato ormai a tal punto da essere divenuto, come testimonia un documento del tempo, "quasi un abituro della più abbietta classe del popolo". Dopo rilevanti restauri, Cosimo prese dimora nella Casa, nella quale portò come sua sposa, nel 1846, la nobildonna anglo-veneziana Rosina Vendramin, che si dedicò con passione alle memorie familiari.

Il testamento di Cosimo lasciava al godimento pubblico il palazzo di via Ghibellina con tutti i suoi preziosi contenuti; ma alla sua morte, avvenuta nel 1858, pur non essendoci eredi diretti, la consegna della Casa alla città di Firenze avvenne con pesanti contrasti da parte degli eredi indiretti. La costituzione in ente morale fu perciò decretata soltanto l'anno seguente dal granduca Leopoldo II di Lorena, appena un giorno prima di quel 27 aprile in cui lasciò per sempre Firenze. L'atto definitivo porta infatti la data del 28 aprile 1859; e già reca l'intestazione "sotto il regime del governo provvisorio toscano".


150° anniversario dell'apertura al pubblico del Museo della Casa Buonarroti
giovedì 10 dicembre ore 17
Accademia delle Arti e del Disegno, sala delle Adunanze, Palazzo dei Beccai
Via Orsanmichele, 4, Firenze
info: tel. +39 055 219642 info@aadfi.it
www.casabuonarroti.it

Nicoletta Curradi

mercoledì 2 dicembre 2009

Giampiero Maracchi, tre volumi sul clima toscano


Dal 1955 al 2002, in Toscana sono aumentate di 0,8 gradi centigradi le temperature minime e dello 0,9 quelle massime; negli ultimi decenni sono tendenzialmente diminuite le notti con temperatura inferiore agli 0 gradi mentre e' aumentata l'incidenza delle ondate di calore in estate. E' quanto emerge da tre volumi del climatologo Giampiero Maracchi 'Clima, territori e tradizioni di Toscana', presentati il 1° dicembre insieme al presidente della Regione Toscana Claudio Martini e ai dirigenti dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, il presidente Michele Gremigni e il direttore Antonio Gherdovich. Maracchi ha illustrato il contenuto dei volumi spiegando anche come, analizzando le temperature medie di questo periodo, ''é come se fossimo a metà gennaio, per questo é possibile che a Natale vedremo le mimose fiorite''. I volumi sono frutto di un lavoro di quattro anni svolto da un'equipe di 35 studiosi di varie discipline provenienti da diversi istituti di ricerca. Martini ha ricordato come ''e' un piacere presentare opere come questa, perche' guardano con profondita' alla cultura e alla storia: in una parola alle radici, della nostra regione''. Rispetto ai cambiamenti climatici in atto Martini ha sottolineato che ''in questo contesto e' importante che una risposta importante sia stata individuata da questo lavoro, nello ricerca di uno sviluppo sostenibile a partire dalle comunita' locali. Non nell'ottica di un localismo datato, quanto al contrario nella ricerca di una congiunzione della cultura tradizionale con i mezzi messi a disposizione dallo sviluppo dell'alta tecnologia''. ''E' il solo modo - ha concluso Martini - perche' il modello toscano possa recuperare di fronte alle sfide del globalismo la sua tradizionale capacita' di essere dinamico e vitale''.

Fabrizio Del Bimbo

I 25 anni di Artigiancredito Toscano



Artigiancredito Toscano chiude il 2009 con il 10% di finanziamenti in più e per il 2010 “pensa positivo”. 4.500 le imprese con finanziamenti garantiti da ACT che nel 2010 saliranno a 15.500.
Il 2009 per Artigiancredito Toscano si chiude con un segno positivo. Rispetto al 2008 i finanziamenti garantiti sono cresciuti del 10%, pari a 650 milioni di euro. Con la sua attività di intermediario finanziario Artigiancredito ha sostenuto negli ultimi dodici mesi le imprese toscane nel far fronte ad una crisi economica dalla quale solo ora si comincia a vedere una via d’uscita. Dati positivi anche sul fronte delle aspettative: per il 2010 Artigiancredito Toscano prevede di raggiungere i 700 milioni di euro di finanziamenti garantiti, con 15.500 nuove operazioni garantite. Le forme tecniche variano tra il 65% dei finanziamenti nel medio/lungo periodo e il 35% di affidamenti di breve periodo.

Il punto è stato fatto in conferenza stampa il 2 dicembre da Roberto Nunziatini, Presidente Artigiancredito Toscano e Ferruccio Vannucci, Direttore di Artigiancredito Toscano, a Firenze, nella filiale ACT, in viale Rosselli 10. Nel 2009ACT è intervenuta nel sostegno complessivo di 14.500 imprese: 34% nel settore manifatturiero, 27% nelle costruzioni, 15% nel commercio, 9% nei servizi, 6% nei trasporti e 5% nel settore turismo.

Con questi dati Artigiancredito Toscano, promosso da CNA, Confartigianato e dalla Regione Toscana, chiude un anno particolarmente difficile ma il bilancio è comunque positivo considerando che con i suoi 25 anni di attività ACT oggi rappresenta uno dei più solidi consorzi italiani di garanzia per l'accesso al credito delle Piccole e Medie Imprese. Nonostante le difficoltà del momento economico e finanziario, ACT ribadisce più che mai la sua mission, che è quella di erogare garanzie mutualistiche riducendo la rischiosità per le banche sulle operazioni garantite. Le garanzie di ACT sono equiparate a quelle di una Banca essendo Artigiancredito, primo confidi in Italia, riconosciuto come intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia ex articolo 107 del Testo Unico Bancario. Un passaggio che garantisce per le imprese tassi vantaggiosi a fronte del Nuovo Accordo Basilea 2. Di fronte ai primi timidi segnali di ripresa Artigiancredito Toscano “pensa positivo” e mentre celebra il suo 25° anno di vita, riafferma i valori che hanno accompagnato il lavoro di questi anni di supporto finanziario allo sviluppo delle imprese, rilanciando il proprio impegno per il futuro. Anche per questo ha deciso di far incontrare i protagonisti del mondo economico.

Per un confronto tra rappresentanti del credito, delle imprese e delle istituzioni la sera stessa dalle 19 all’Otel di Firenze si è svolto il talk-show “Diamo credito alle imprese!”, condotto da Enrico Mentana. Ricette anticrisi, accesso al credito e da dove ripartire per rilanciare il mondo dell’impresa, sono alcuni dei temi che saranno affrontati nel dibattito. L’evento organizzato da Artigiancredito Toscano ha l’obiettivo di festeggiare i 25 anni dell’attività di ACT.
Sono intervenute molte autorità:

On. Bruno Tabacci, deputato
Giorgio Clementi, Presidente Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo Luciano Nebbia, Direttore Generale Banca CR Firenze
Alessandro Carpinella, partner della società di consulenza del sistema bancario KPMG
Fabio Banti, Presidente Confartigianato Imprese Toscana
Valter Tamburini, Presidente C.N.A. Toscana
Fabio Petri, Vice Presidente Artigiancredito Toscano

Fabrizio Del Bimbo

La Volkswagen Group di Firenze dona un'auto alla Fondazione Galli


Ancora una volta la Volkswagen Group di Firenze è sempre in primo nel 'sociale', questa volta è stata donata una nuova auto alla Fondazione Galli, al rientro dalla missione in Africa
A Giovanni ed Anna Galli, appena rientrati dal loro viaggio in Africa - dove per conto della Fondazione intestata al figlio Niccolò hanno appena inaugurato un campo della missione salesiana Niamana di Bamako, nel Mali - Volkswagen Group Firenze ha voluto riservare uno speciale riconoscimento: una nuova automobile, una Volkswagen Polo, destinata in comodato d’uso gratuito alla Fondazione e allestita con i suoi marchi ufficiali.
La vettura è stata consegnata nella sede Volkswagen di via Pratese direttamente dal Direttore Generale di Volkswagen Group Firenze, Luca Bedin, che ha voluto ancora una volta sottolineare il sostegno (ormai triennale) della Casa automobilistica tedesca alla Fondazione, che si è distinta con numerosi progetti nel mondo della solidarietà.
DEL BIMBO FABRIZIO

Il nuovo store Vhernier a Firenze


La gioielleria Vhernier ha aperto in questi giorni un nuovo negozio in via della Vigna Nuova, dedicando alla città un gioiello unico: oro e diamanti per 16 carati, un solo esemplare.
Da oggi le amanti dell’alta oreficeria possono aggiungere un’altra tappa al loro giro di shopping: Vhernier ha inaugurato a Firenze in via della Vigna Nuova 65 il suo raffinato store.
Per festeggiare l’apertura del suo ottavo negozio, Vhernier dedica al capoluogo toscano un gioiello unico: l’anello Firenze. In oro bianco e diamanti tagliati per 16 carati, l’anello Firenze ha passato otto mesi nelle mani di esperti orafi prima di vedere la luce. Prodotto in un solo esemplare, l’anello si presenta come il fiore all’occhiello del negozio fiorentino: sono già quattro le signore che si sono prenotate per poterlo acquistare ma sarà solo una la fortunata che si porterà a casa l’ambito gioiello, quando la Vhernier deciderà di venderlo.
“Per realizzarlo ci siamo ispirati alla città e alla sua fisionomia, come la rotondità della cupola del Brunelleschi” spiega il presidente di Vhernier Carlo Traglio, che incarna la storia di un’azienda artigianale che porta avanti la tradizione orafa made in Italy con grande passione.
I gioielli Vhernier sono realizzati nel laboratorio di Valenza completamente a mano: sono prodotti unici, ognuno diverso dall’altro, influenzati nelle forme dalle correnti artistiche contemporanee. Collane, anelli, orecchini e spille plasmati in materiali classici come oro rosa e bianco, gaietto, corallo, perle e diamanti che si fondono con ebano, cristallo di rocca, opale e pietre più particolari come la sugilite, scoperta nel XX secolo e ancora poco diffusa. Grande attenzione all’aerodinamicità nelle sagome per dare vita a gioielli eleganti, curati nel minimo dettaglio, che si adagiano delicatamente sulla pelle e si modellano con i movimenti del corpo.
“Nel gioiello moderno si gioca a togliere e non aggiungere – spiega Carlo Traglio – per questo a volte le nostre pietre preziose sono nascoste all’interno del gioiello: non ricerchiamo l’ostentazione del lusso, ma la bellezza”.
Un’essenzialità nelle forme che si ritrova anche nella linea Calla: coni affusolati d’oro che si sposano con i diamanti e l’ebano.

Fabrizio Del Bimbo