mercoledì 11 gennaio 2012

Pesce dimenticato, un progetto della Regione Toscana



La pesca rappresenta tuttora una risorsa importante per l'economia toscana, ma oggi la Regione evidenzia un dato noto a pochi: la quantità pescata ogni anno nei mari della regione ammonta a 10 mila tonnellate al netto degli scarti. Il pesce "dimenticato" rappresenta quindi circa il 20% del totale".

Si tratta soprattutto di pesce poco "pregiato, come razza, sugarello, potassolo, muggine, sciabola, acciuga, sardina, palamita, moscardino, oggi considerati spesso "scarti", certamente più difficili da vendere, ma che la Regione assicura che sono assolutamente validi dal punto di vista alimentare, nutrizionale e del gusto. Intanto le specie "pregiate", sempre più richieste, «Sono oggetto di una pressione che genera problemi all'ecosistema e minaccia la riproduzione naturale».

La Regione Toscana sottolinea che «A livello Ue la nuova Politica comune della pesca, di cui è prevista l'entrata in vigore nel 2012, prevede il divieto di rigettare in mare gli scarti del pescato e l'obbligo di riportarli a terra esclusivamente per la trasformazione in farine di pesce o per alimenti per animali. Delle oltre 700 specie marine commestibili, solo il 10% circa è oggi effettivamente commercializzato su larga scala».

Per questo la Regione attraverso le risorse finanziarie messe a disposizione dalla L.R. 66/2005, rivolge da tempo particolare attenzione agli aspetti legati al recupero delle tradizioni volte all'utilizzo del "pesce povero" realizzando specifiche iniziative localizzate soprattutto in Versilia. Le marinerie locali hanno avuto modo di riscontrare le ricadute positive di queste iniziative anche attraverso lo sviluppo di nuove forme di commercializzazione del pescato, sfruttando ad esempio il canale dei Gas (Gruppi di Acquisto Solidale) e facendo arrivare il prodotto anche nelle aree interne della regione. Oggi, con il progetto sul "pesce dimenticato" finanziato con risorse comunitarie, la Regione Toscana promuove la conoscenza di queste specie, concentrando l'azione in particolare tra i ristoratori, gli addetti del settore commerciale e gli opinion leader che possono far riconoscere ed apprezzare le qualità di questo pesce.

Da gennaio fino a maggio nell'ambito della manifestazione, concertata con Unioncamere Toscana, sono previste iniziative con proposte di preparazioni culinarie innovative e alternative rispetto alla cucina del pesce più commerciale. Due seminari di formazione saranno riservati ai ristoratori della rete "Vetrina Toscana", con l'obiettivo di reinserire nei menù il pesce povero, grazie a modi di cottura alternativi e piatti innovativi elaborati «Per poter far apprezzare al consumatore questo pesce ed un nuovo modo di mangiarlo». Inoltre per far conoscere la realtà della pesca toscana verranno organizzate due uscite di pesca-turismo con i partecipanti ai seminari.

Dopo, nei ristoranti di Vetrina Toscana i cui cuochi avranno partecipato ai seminari, verranno realizzate 14 manifestazioni gastronomiche sul pesce dimenticato: serate a tema con menù centrato su una particolare specie; partecipazione di chef specializzati per una dimostrazione sulla preparazione e cottura delle specie oggetto della manifestazione; diffusione di materiale divulgativo con ricettario.

L'assessore alla pesca della Regione Toscana, Gianni Salvadori, ha sottolineato che "L'integrazione tra il progetto regionale di Vetrina Toscana ed il mondo della produzione agroalimentare è per noi di estrema importanza. Vogliamo far interagire sempre di più queste due realtà perché siamo convinti che il mondo della produzione agricola è elemento indispensabile per favorire l'attrattività della Toscana dal punto di vista turistico. L'integrazione, che oggi vede coinvolte, nell'ambito di questo evento, le Strade del Vino dell'Olio e dei Sapori e quella del Consorzio di tutela e promozione dell'Olio extravergine di oliva toscano Igp significa che le varie associazioni di categoria, i consorzi di tutela e promozione e tutti i soggetti che si occupano della promozione delle produzioni tipiche e tradizionali sono chiamate a svolgere un ruolo importante, così come le istituzioni locali. Solo lavorando sull'integrazione, come in Toscana abbiamo già dimostrato con i Pif, i piani integrati di filiera, e come l'Unione Europea oggi chiede, potremo operare con efficacia e rispondere alle sfide che il nuovo quadro economico ci richiede".

Della bontà di questo progetto è convinta anche l'assessore regionale al turismo Cristina Scaletti.

Fabrizio Del Bimbo

martedì 10 gennaio 2012

Cittadini Modello per Mondadori alla Sala d'Arme


Cesare Prandelli testimonial nella mostra 'Cittadini modello' e con lui il presidente nazionale dei giovani di Confindustria, Gabriele Poli, e il pugile campione europeo dei welter Leonard Bundu. Sono tra i cittadini fiorentini ritratti dal fotografo Aldo Fallai mentre indossano i capi di 17 aziende di moda maschile. Gli scatti compongono la mostra 'Cittadini modello', organizzata da Mondadori Pubblicità in collaborazione con il Comune di Firenze e Pitti Immagine.

La mostra, in programma dal 10 gennaio fino a domenica 15 gennaio nella Sala D'Arme di Palazzo Vecchio, è stata presentata da Angelo Sajeva, presidente e ad di Mondadori Pubblicità, insieme al sindaco Matteo Renzi. ''Questa mostra rappresenta il trionfo dell'identità fiorentina - ha detto Renzi - moda e territorio trovano qui un felice collegamento. Fallai ha immortalato l'essenza vera di questa città. E' molto bello vedere i volti dei fiorentini fotografati da un fiorentino, esposti nella casa dei fiorentini, Palazzo Vecchio''.

Gli scatti sono anche in una pubblicazione, successivamente veicolata con Panorama e Panorama Icon, che contiene un testo di Giorgio Armani che racconta dell'amicizia che lo lega a Fallai. Tra i fiorentini protagonisti dei 48 scatti fotografici, oltre a Prandelli (fiorentino d'adozione), Poli e Bundu, ci sono il giocatore di basket Federico Amoroso, i calcianti Alessio Di Giulio, Riccardo Lo Bue e Marino Vieri, il ristoratore Soldano D'Asburgo Lorena, l'imprenditore Paolo Pecchioli e il direttore creativo di Arfango Alberto Moretti.



Fabrizio Del Bimbo

sabato 7 gennaio 2012

Le prime sale dei "Nuovi Uffizi"


Un iter difficile ed accidentato è quello che, dopo tante polemiche e lunghi lavori di restauro, ha portato ad aprire al pubblico le prime otto sale espositive dei “Nuovi Uffizi”.
La Galleria più famosa del mondo amplia i suoi spazi offrendo un assaggio di quelli che saranno i nuovi allestimenti con l’apertura delle sale dedicate ai pittori stranieri fra Cinquecento e Seicento. Le stanze un tempo occupate dai laboratori di restauro del Gabinetto disegni e stampe ospitano da oggi le opere di artisti spagnoli, francesi, fiamminghi e olandesi, da Goya a Velasquez da Bruegel a Van Dick e Rubens e molti altri.
Un vibrante colore blu cobalto, rompendo la tradizionale bicromia del bianco e del grigio voluta dal Vasari, rutto dell’incontro fra intonaco e pietra serena, colora le pareti dei nuovi ambienti aprendo la porta a nuove interpretazioni espositive e a non poche polemiche.
A ben ricordare correva l’anno 1560 quando Giorgio Vasari mise mano ai lavori, che si conclusero solo dopo la sua morte, dei primi corpi di fabbrica degli Uffizi, e come lui stesso lasciò scritto “mai ho fatto murare altra cosa più difficile né più pericolosa per essere fondata sul fiume e quasi in aria”. Difficoltà e polemiche non sono mai mancate nella vita di una Galleria che è certo la più antica e fra le più importanti del mondo.

Un primo passo di un lungo cammino che prevede di raddoppiare entro la fine del 2014 delle sale espositive. E’ così finita la complicata storia iniziata nel 1965, quando Nello Bemporad, allora Soprintendente ai monumenti, aveva elaborato il primo progetto sui «Grandi Uffizi». Un percorso difficile, ma anche una sfida, come ricorda oggi Cristina Acidini, perché operare in un fabbricato antico e illustre, abbarbicato ad altri edifici della vecchia città e concepito per le tredici Magistrature cittadine, non certo come museo, non è affatto facile.
Le nuove "Sale degli Stranieri" sono adesso raggiungibili dalla Galleria scendendo per la Scala di ponente un’opera moderna e luminosa curata dall’architetto Adolfo Natalini che la definisce «una torre in pietra con grandi aperture». Realizzata all’interno di un piccola corte di servizio, la “Corte della Vecchia Posta” già molto alterata nel corso del Novecento e adesso restaurata,la scala ha alla base gli ascensori e una serie di ambienti rinnovati. Il Gabinetto fotografico della Soprintendenza e del Polo Museale di Firenze, 750 metri quadri di laboratori e spazi dedicati all'archiviazione del vasto e prezioso patrimonio di lastre e negativi, destinati alla consultazione degli studiosi. I Nuovi Depositi, circa 1340 mq, allestiti tra il 2008 e il 2010, per conservare i quadri non esposti, sistemati su griglie che ne permetteranno lo studio agli interessati. E ancora spogliatoi, uffici e in futuro un ristorante o caffetteria.

Le nuove sale espositive e la scala di ponente sono le opere che colpiscono il visitatore, come la classica punta di un iceberg, quella che emerge e scintilla, ma, quel che più conta,controbilanciata da una massa di lavoro enorme nascosta sotto il pelo dell’acqua.
È vero, i tempi sono stati più lunghi del previsto, ma come hanno ricordato durante l’inaugurazione la sovrintendente al polo museale fiorentino Cristina Acidini, il direttore degli Uffizi Antonio Natali, la soprintendente per i beni architettonici Alessandra Marino, durante gli anni dell'intervento preparatorio, la Galleria non ha mai chiuso le sue porte al pubblico e ha raggiunto il record un milione e 700mila visitatori. Cantieri e visitatori hanno convissuto pacificamente. Una scelta adottata per evitare alla città pesanti ricadute sul piano economico e culturale.

Nicoletta Curradi

mercoledì 4 gennaio 2012

Firenze: oltre 700 figuranti per la XVI edizione della Cavalcata dei Magi


Anche quest’anno per celebrare il giorno dell’Epifania, venerdì 6 gennaio, l’Opera di Santa Maria del Fiore promuove e organizza a Firenze la rievocazione storica della Cavalcata dei Magi.

La manifestazione, giunta alla XVI edizione dell’epoca “moderna”, è nata nell’ambito dei festeggiamenti per i 700 anni dalla posa della prima pietra della Cattedrale e della fondazione dell’Opera, quando si decise di riprendere un’antica e gloriosa tradizione fiorentina del XV secolo organizzando un corteo storico, sotto gli auspici dell’Arcidiocesi, del Capitolo del Duomo, in collaborazione con il Comune di Firenze e con la partecipazione dei comuni della provincia.

Il solenne corteo con in testa i Re Magi a cavallo, sarà composto da circa 700 figuranti tra cui quelli della Repubblica fiorentina, partirà alle ore 14.15 da Piazza Pitti. Si snoderà lungo le strade del centro di Firenze fino a piazza Duomo, dove sul sagrato della Cattedrale, saranno ad attenderli S. Ecc.za Mons. Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze, il Presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore Franco Lucchesi, il Sindaco di Firenze Matteo Renzi e altre autorità civili e religiose. Qui saranno deposti i doni dei Magi ai piedi del Presepe vivente.  

Quest’anno per la prima volta prenderanno parte al corteo i rappresentanti di alcune comunità etniche presenti a Firenze nei loro abiti tradizionali (albanese, boliviana, camerunense, filippina, indiana, peruviana, rom, cingalese) e le sontuose vesti dei Re Magi sono state realizzate con le preziose sete dell’Antico Setificio Fiorentino, donate da uno dei principali protagonisti dell’alta sartoria Made in Italy, Stefano Ricci, che si è ispirato al celebre affresco di Benozzo Gozzoli in Palazzo Medici Riccardi a Firenze.

La Cavalcata dei Magi odierna trae origine da una tradizione già esistente nel XV secolo, quando a Firenze una compagnia di laici intitolata ai Santi Re Magi, che seguivano determinate regole di carattere religioso, organizzava una festosa rappresentazione detta “Festa de’ Magi” che, con periodicità inizialmente triennale e dal 1447 ogni cinque anni, sfilava per le vie di Firenze con la cosiddetta “Cavalcata dei Magi”. La “Cavalcata” era composta da tre diversi cortei che si riunivano davanti al Battistero e proseguivano uniti fino alla Basilica di San Marco, dove con canti e preghiere adoravano Gesù Bambino.

Della Compagnia dei Santi Re Magi, detta anche “La Stella”, fecero parte i maggiori componenti della famiglia dei Medici e per questo con la loro cacciata da Firenze, nel 1494, l’iniziativa fu soppressa. Da quel momento la Cavalcata dei Magi subì trasformazioni che, negli anni, la resero sempre meno di carattere religioso fino a estinguersi.


Il programma

Il programma della manifestazione si aprirà il 6 gennaio 2012, alle ore 11.00, con il Presepe vivente sul Sagrato del Duomo, allestito dall’Opera in collaborazione con l’Associazione Regionale Allevatori della Toscana. Alle ore 14.10, sempre sul Sagrato del Duomo, Il Piccolo Coro del Melograno, si esibirà con canti natalizi.

Alle ore 14.00, in piazza Pitti, prima della partenza del corteo, l’Associazione Contrada Alfiere si esibirà con un balletto rinascimentale.

Alle ore 14.15 partenza del corteo da piazza Pitti con il seguente itinerario: via Guicciardini, Ponte Vecchio, via Por Santa Maria, via Lambertesca, Loggiato degli Uffizi, Piazza della Signoria, dove ad attenderli troveranno i Bandierai degli Uffizi del Corteo Storico della Repubblica Fiorentina che, dopo essersi esibiti, si uniranno alla sfilata.

Il lungo corteggio, proseguirà e per via Calzaiuoli fino a giungere in piazza del Duomo dove saranno deposti i doni dei Magi ai piedi del Presepe vivente.

Dopo l’omaggio dei figuranti e lo scoppio della colubrina, l’antico cannoncino da campagna di epoca rinascimentale portato dai figuranti del Corteo Storico, interverrà Franco Lucchesi, Presidente dell’Opera di Santa Maria del Fiore, sarà letto il brano del Santo Vangelo sui Magi e porterà il saluto S. Ecc.za Mons. Giuseppe Betori, Arcivescovo Metropolita di Firenze.
Quindi i bambini della Diocesi saranno chiamati a riflettere sul significato dell’Epifania. La manifestazione si concluderà con il ritorno del corteo in Piazza Pitti.
Ha curato l'organizzazione del corte l'Associazione Culturale "Il Fiorino".

Al Teatro dell' Antella "Zitti e Mosca. Il film di Alessandro Benvenuti 20 anni dopo" di Philippe Chellini ed Enrico Zoi



Il regista Alessandro Benvenuti, l'attore Sergio Forconi, insieme agli attori Giorgio Ariani, Ornella Marini, Maria Cosetta Mercatelli e Giorgio Picchianti saranno presenti giovedì 5 gennaio, alle 16.30, al Teatro Comunale di Antella (via di Montisoni 10, Antella/Bagno a Ripoli, Firenze), alla presentazione del libro “Zitti e Mosca. Il film di Alessandro Benvenuti 20 anni dopo”, di Philippe Chellini ed Enrico Zoi, edito da Romano Editore (Firenze, dicembre 2011).
Sempre più ricca dunque la rappresentanza del cast del film e non si escludono sorprese dell'ultim'ora!
Ricordiamo che interverranno alla presentazione, che sarà condotta da Roberta Capanni, Direttore Editoriale di Romano Editore e giornalista, anche il Sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini e i due Autori Philippe Chellini ed Enrico Zoi. Durante la manifestazione saranno proiettate alcune scene del film.
Info: http://www.romanoeditore.it/products/zitti-e-mosca.
Informazioni anche: Call Center Linea Comune, tel. 055.055, da lunedì a sabato, ore 8-20.


Nicoletta Curradi

martedì 3 gennaio 2012

Immagine Italia & Co. dal 3 al 5 febbraio a Firenze


Immagine Italia & Co. dal 3 al 5 febbraio festeggia cinque anni dal suo debutto.





5: dalla genesi al successo



Un primo lustro di progetti, proposte e traguardi condivisi.

Un’ulteriore conferma.

Cinque anni di incontri, decisioni e confronti. Un prezioso evolversi che ha messo in contatto Immagine Italia & Co. con il mondo a cui si propone e dal quale ha recepito informazioni e consigli, in un costante processo di rinnovamento.



Una preziosa edizione:

per l’unicità e la qualità delle collezioni presentate in anteprima, per l’originalità e l’eleganza delle imprese selezionate, per la cura e l’impegno dedicato ai progetti, alla scenografia, al lay-out raffinato dei padiglioni.



Immagine Italia & Co. è la preziosa risposta allo scandire del tempo che trasforma passione in prodotto e la tradizione in innovazione.

Cura per il dettaglio che si trasforma e si evolve al passo con il tempo.




Nicoletta Curradi

Duffy The Photographic Genius share al MNAF dal 12 gennaio 2012


Firenze
MNAF - Museo Nazionale Alinari della Fotografia
Piazza Santa Maria Novella 14a r
Dal 12 gennaio al 25 marzo
Orario: tutti i giorni 10:00 - 19:30
Chiuso mercoledì
Prezzi: biglietto intero € 9,00; ridotto € 7,50;
Telefono 055-216310,
Il biglietto è comprensivo della visita al Museo


Si tratta della prima importante rassegna dedicata all’attività di Brian Duffy (1933-2010), il leggendario fotografo inglese, che darà inizio al programma espositivo del MNAF 2012. La mostra arriva in prima assoluta in Italia dopo il grande successo ottenuto alla Idea Generation Gallery di Londra.

Celebrato autore di tante immagini della Swinging London e famoso per le sue fotografie a musicisti, attori e modelle, Duffy ha creato il culto del fotografo di moda mettendo se stesso al centro della passerella, insieme a modelle e celebrità.
All'apice della sua carriera, nel 1979, Duffy ha lasciato la fotografia. Ha radunato la maggior parte dei suoi lavori nel giardino dietro casa e ne ha fatto un falò. Faticosamente, dopo anni di ricerca tra gli archivi e le pubblicazioni di tutto il mondo, il figlio Chris ha recuperato 160 fotografie. L'insieme di immagini iconiche, rare e inedite che ne è risultato, offre un vero e proprio catalogo dell'iconografia culturale degli anni '60 e '70: dai mitici divi di Hollywood da Michael Caine e Sidney Poitier alle grandi rock star John Lennon, David Bowie e Debbie Harry, dalle bellezze di quegli anni Jean Shrimpton e Joanna Lumley alla leggenda letteraria William Burroughs, e molti altri ancora.
Una ricca selezione di fotografie, tra quelle recuperate da Chris Duffy, viene esposta oggi a Firenze, in una mostra che si può dire essere letteralmente sorta dalle ceneri.

La raccolta di opere in mostra consolida stabilmente il ruolo di Duffy nella fotografia inglese come membro della famosa "Black Trinity" (con David Bailey e Terence Donovan), il trio che definì il linguaggio visivo della Swinging London degli anni Sessanta.
L'evento fa parte degli avvenimenti in programma per Pitti Immagine Uomo 2012

Fabrizio Del Bimbo