martedì 29 settembre 2009

Il 5 e 6 ottobre asta da Pandolfini


Lunedì e martedì 5 e 6 ottobre 2009
ARREDI, DIPINTI, CERAMICHE, ARGENTI E OGGETTI D’ARTE
Provenienti da Casa Gamba Ghiselli, Pasquali da Cepperello e da altre importanti collezioni private

Esposizione
da mercoledì 30 settembre a domenica 4 ottobre 2009
orario 10.00 – 13.00 / 14.00 – 19.00


La casa d’aste Pandolfini apre la sua stagione, il 5 e 6 ottobre, con una grande asta di antiquariato. Per due giorni, nella sua sede fiorentina di palazzo Ramirez Montalvo, in Borgo degli Albizi, mette infatti all’incanto Arredi, dipinti, ceramiche, argenti e oggetti d’arte provenienti dalle proprietà di Casa Gamba Ghiselli, Pasquali da Cepperello e da altre importanti collezioni private.

La famiglia Pasquali da Cepperello
La famiglia Pasquali è documentata a Firenze sin dalla metà del XIV secolo. La storia di tale famiglia testimonia nei secoli l’amore per le belli arti che accomunò i suoi esponenti, come si può evincere anche dalla collezione che viene presentata in vendita.

L’esponente a cui la famiglia Pasquali deve in primis la sua fama in ambito storico artistico, oltre che sociale, fu Domenico di Francesco Pasquali (Firenze 1496-1572).
“Archiatro”, ovvero medico di corte, dai tempi del Duca Alessandro fino a Cosimo I, il Pasquali fu un abile cortigiano inserito nei circoli culturali che gravitavano intorno al Granduca ed al suo consigliere artistico Giorgio Vasari, al quale lo legava un vincolo d’amicizia.
E fu proprio al Vasari,l’artista di stato per eccellenza, che, per ribadire pubblicamente il proprio status sociale e l’appartenenza ai circoli culturali filo-ducali, che il Pasquali commissionò la tavola d’altare per la Cappella della famiglia in Santa Maria Novella.
Altre testimonianze dell’ambizione e del ruolo sociale esercitati dalla famiglia Pasquali nel XVI sec. sono i ritratti di Andrea e del fratello, mercante a Lione, commissionati ad artisti di ambito francese.
Il figlio di Andrea, Cosimo (1549-1624) sposato con una Capponi, fu anche lui personaggio di spicco nel panorama culturale e sociale fiorentino dell’epoca.
La vicinanza alla corte della famiglia è documentata nei secoli successivi, durante i quali sono registrati matrimoni con le principali casate dell’aristocrazia toscana. Fu nel 1826 che si aggiunse a quello di Pasquali il cognome Da Cepperello, in seguito al matrimonio dell’unica erede Maria Anna con Augusto di Giannozzo da Cepperello.
Al nipote Augusto, Francesco Pasquali Da Cepparello, si deve l’acquisto nel 1884 della tenuta di Monsoglio (Lucca) e la promozione di una politica di restauri e potenziamento della produzione agricola che testimonia il continuo interesse per la valorizzazione del patrimonio storico artistico e del suolo italiano.

Mobili
Dalla famiglia da Cepperello proviene l’importante nucleo di mobili veneti della fine del Settecento caratterizzati da ricchi intagli a cineserie e fiori dipinti in policromia il cui interesse storico artistico è testimoniato dalla loro presenza sui testi inerenti la materia di Giuseppe Morazzoni del 1958.
La coppia di consoles, infatti, (stima 60.000/80.000) eccelle tra i mobili per la finezza sia degli intagli che delle pitture eseguite sui piani a vassoio estraibili, il cassettone con la grande specchiera (stima 60.000/80.000) e il gruppo di sei sedie (stima 16.000/20.000) propongono nell’ornamento analoga eleganza stilistica che permette di classificare questi pezzi come tasselli fondamentali per la storia del mobile veneto del Settecento.

Oggetti d’arredo
Per quanto concerne gli oggetti d’arredo è da citare fra le opere in porcellana la presenza della coppia di zuppiere della manifattura di Doccia della metà del Settecento decorate “a stampino” (stima 4.500/5.500) e quella di una elegante coppia di vasi del periodo Impero decorati a figure di orientali e fiori in policromia con anse a protomi leonine (stima 1.600/2.000). Interessante, per lo stato di conservazione e la finezza esecutiva, la lucerna del Settecento in vetro soffiato trasparente con accessori in argento (stima 2.000/2.400).

Dipinti
Tra i dipinti da segnalare le Quattro sovraporte con Scene pastorale (olio su tela sagomata) di Stefano Ghirardini (Bologna 1696-1756) (stima 45.000/60.000 euro). L’autore fu esponente di rilievo al seguito del maestro Gambarini della corrente pittorica dedita alla pittura di genere, che riscosse grande fortuna in quegli anni.


Collezione Gamba Ghiselli
La famiglia Gamba, documentata invece in Romagna sin dal XV secolo, aggiunse al proprio cognome quello dei Ghiselli solo nel 1665. Nonostante i ruoli ricoperti nell’apparato amministrativo dello Stato Pontificio, alcuni esponenti si distinsero per posizioni ostili verso il governo. Ruggero, tra Sette e Ottocento, appoggiò Napoleone e la Repubblica Cisalpina e, come carbonaro, partecipò ai moti del 1821. Figura fondamentale fu quella di Carlo , i cui interessi futuri furono determinati dall’influenza della madre Eufrosine Damiani Castelli, appassionata intenditrice di arte antica e frequentatrice dei salotti culturali dell’epoca.
Nato nel 1870, fu molto attivo nell’ambiente artistico fiorentino nel periodo a cavallo fra l’Ottocento ed il Novecento, durante il quale Firenze fu uno dei principali centri di riferimento per gli studiosi e gli esperti d’arte, nonché degli antiquari e dei collezionisti di tutto il mondo.
Fu vicino a Enrico Ridolfi, promotore dei primi riordinamenti agli Uffizi e direttore degli stessi, di Herbert Percy Horne, di cui fece nascere la fondazione e il museo dopo la sua morte, di Bernard Berenson, a villa I Tatti dal 1900, e di Giacomo De Nicola, allora direttore del Bargello.
In prima persona, nella veste di Ispettore onorario della Galleria degli Uffizi per la Sovrintendenza, si occupò si valutare gli acquisti, le esportazioni e le notifiche, dimostrando, da antesignano, una grande attenzione per la tutela del patrimonio artistico italiano.
Numerosi scritti a sua firma su riviste specializzate dell’epoca denunciano una particolare passione per il Rinascimento e per i pittori di questa epoca.

Dipinti
A testimonianza di ciò presentiamo nella vendita un dipinto di grande interesse storico artistico. Una Madonna in trono col Bambino, San Pietro e San Giovanni Battista di Domenico Mancini (attivo a Venezia all’inizio del XVI secolo) (olio su tavola parchettata, secolo XVI secolo), già facente parte della collezione Gonzaga, Mantova, acquistato dallo stesso Conte gamba alla fine delll’Ottocento e rimasto fra le proprietà fiorentine della famiglia fino ai giorni nostri.
Pubblicata nel volume di Bernard Berenson Italian Pictures of the Renaissance. Venetian School, Londra 1957, l’opera è stimata 60.000/90.000 euro.
Altra opera di rilievo è il Baccanale di Corrado Giaquinto (Molfetta 1703-Napoli 1756) (olio su tela, con lievi restauri), corredato da expertise di Stefano Causa (stima 35.000/50.000 euro)

Mobili
Tra i mobili segnaliamo una comoda ed un comodino di manifattura lombarda degli inizi del XVIII secolo in noce e radica di noce riccamente intarsiati in essenze diverse e madreperla a motivi floreali e figure (stima 14.000/16.000), motivo che si ripete anche nel cassettone lombardo dell’inizio del Settecento (stima 10.000/15.000.)

Oggetti d’arredo
Tra gli oggetti spiccano per la qualità esecutiva alcune maioliche fra cui due formelle rettangolari, Veneto, sec. XVIII, dipinte in policromia, il cui riferimento stilistico può essere rintracciato in opere conservate oggi nei Musei civici di Padova (stima 7.000/8.000). ed una alzata, Pavia, secolo XVII in maiolica fondo celeste (stima € 1.400/1.800).

Di importanza storico artistica è senza dubbio, la scultura in terraglia invetriata di manifattura romana della fine del XVIII secolo raffigurante il ritratto equestre di Pio VI, Giovan Battista Braschi, poggiante su plinto con stemma Braschi, per la quale il probabile modello in bronzo fu quello eseguito in occasione della cavalcata compiuta da Pio VI verso San Giovanni in Laterano il 30 novembre 1775 (stima 6.000/8.000).
Il rimando bibliografico di questa opera si trova nel catalogo della mostra Fasto romano: dipinti, sculture, arredi dai Palazzi di Roma, a cura di Alvar Gonzalez Palacios.
Infine da menzionare, due orologi da tavolo: il primo di provenienza romana della metà del XVIII secolo, caratterizzato da una cassa architettonica in legno ebanizzato e decorato da fregi, pinnacoli ed applicazioni in bronzo dorato con quadrante firmato Villa Croce Roma (stima 6.000/7.000), l’altro di provenienza francese degli inizi del XIX secolo, eseguito in bronzo dorato e cesellato con quadrante firmato Corvoisier et Comp. (stima 6.000/7.000).


Altre proprietà
La vendita di mobili ed oggetti sarà inoltre caratterizzata da beni provenienti da altre notabili proprietà private.

Mobili
Fra i mobili si citano una balestra fiorentina della seconda metà del Settecento in palissandro ed olivo (stima 25.000/30.000) ed una coppia di consoles di manifattura del centro Italia operante alla metà del secolo XVIII. Le due consoles hanno un piano sagomato in marmo giallo e gambe riccamente intagliate e dorate riunite da crocera a motivi rocaille (stima 25.000/30.000).
Infine di notevole interesse è la console del XIX secolo caratterizzata da un importante piano in scagliola (stima 35.000/45.000)

Oggetti d’arredo
Di altissima qualità d’esecuzione è lo stipo da viaggio in avorio, Monaco, Bavaria, inizi sec. XVIII, attribuito a Cristopher Angermeier, con sportelli e coperchio a pannelli scorniciati, manici, bocchette e cerniere in bronzo dorato, interno a cassettini, cm 43x41x34, completo di custodia in cuoio bulinato
€ 80.000/90.000

Fra le porcellane spiccano, in quanto esempio della più alta produzione della manifattura di Meissen, due caffettiere in porcellana ascrivibili al 1730 circa, decorate alla maniera di Hoeroldt, con cineserie e motivi rocaille. (stima rispettivamente 6.000/8.000 e 8.000/9.000)
Dall’inizio del ‘700 infatti, la porcellana in Europa è considerata materiale di grandissimo pregio e diventa la passione del momento, tanto da essere preferito all’argento per la realizzazione di vasellame e serviti per la tavola. Meissen, come principale manifattura, realizzò pezzi caratterizzati da forme mutuate dalla produzione argentiera, con decorazioni di altissimo livello pittorico che risentivano del gusto del periodo nel quale i motivi rococò si sposavano con la passione per l’oriente lontano.
Hoeroldt, principale “hausmaler” e direttore della manifattura a Meissen fino alla prima metà del secolo XVIII, riuscì a realizzare decorazioni che univano alla finezza pittorica, l’uso di una gamma cromatica amplissima,come si può riscontrare dalle due caffettiere presentate in vendita.
Di valore storico, oltre che estetico, è la rara tazza da caffè della manifattura di Doccia, 1810, in bisquit bianco con interno dorato, modellata a mezzo busto di Elisa Baciocchi, alt. cm 9,3, stimata 600/800 Euro.
Questa tazza faceva parte di un servito che fu donato da Napoleone I alla sorella Elisa, principessa di Lucca e Piombino e Granduchessa di Toscana fino al 1814.

Dipinti
Fra i dipinti antichi citiamo un suggestivo Ritratto di famiglia, datato 1574, olio su tela, cm 178x223, del fiammingo Adriaen Thomasz Key (Anversa 1544 ? – 1590 ca). Pittore noto e apprezzato soprattutto come ritrattista, occupa una posizione di rilievo nel panorama pittorico delle Fiandre del Rinascimento.
L’opera è stimata 85.000/100.000
Da segnalare anche olio su tavola raffigurante Venere e Amore, opera di Leonardo Grazia (Pistoia 1505 – Napoli) cm 96x84, corredato da expertise scritta di Carlo Falciani, in data Firenze 24 aprile 2009. Di questa opera si apprezzano l’eleganza delle forme e la resa luminosa con tocchi quasi traslucidi degli incarnati, che sono cifra stilistica dell’autore, il quale, formatosi in ambiente toscano fu influenzato nel corso del suo percorso artistico dal gusto pittorico romano e da quello napoletano, avendo soggiornato in entrambe le città. La stima è di euro 35,000-50,000.

L’esposizione dei lotti si terrà da mercoledì 30 settembre a domenica 4 ottobre 2009, in Palazzo Ramirez-Montalvo, in borgo degli Albizi 26, con il seguente orario: dalle ore 10.00 alle 13.00, dalle 14.00 - 19.00.


Casa d’Aste Pandolfini
Palazzo Ramirez-Montalvo, Borgo degli Albizi 26, 50122 Firenze
tel. 055/2340888, fax 055/2444343, www.pandolfini.it, info@pandolfini.it

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