venerdì 19 gennaio 2018

L'Arcipelago del Gusto va sulla terraferma

Inizia dal mare uno dei primi viaggi che la Toscana propone nell’anno del cibo: otto ristoranti dell’Arcipelago in trasferta ospitati da colleghi della terraferma per raccontare attraverso i prodotti e i piatti la storia di un territorio.

Dopo il successo della I edizione de “L’Elba in Vetrina” il progetto si amplia coinvolgendo cuochi, ristoranti e prodotti di altre isole dell’Arcipelago Toscano e si diffonde in otto province della Toscana. L'iniziativa è stata presentata a palazzo Strozzi Sacrati il 18 gennaio.

Capraia, Elba e Giglio hanno come comune denominatore il mare, il clima e molte materie prime, ma la loro storia è frutto di dominazioni e influenze diverse che si rispecchia nella cultura enogastronomica fatta di tratti comuni, ma anche di interessanti variazioni.

Otto serate che invitano i commensali ad un piccolo assaggio delle isole: un viaggio nei sapori che ci faccia immergere nell’atmosfera dell’Arcipelago, pur restando sulla terraferma. Il racconto scaturirà dalla viva voce e dalle mani di ristoratori e produttori.

Ogni cena sarà incentrata su un prodotto locale e su un vino del territorio selezionati da ElbaTaste, il consorzio d’imprese che si occupa di promozione dell’enogastronomia dell’Isola d’Elba e delle Isole dell’Arcipelago Toscano.

Un viaggio enogastronomico non di sola andata, il ritorno è previsto per il periodo che va da aprile ad ottobre quando i cuochi dell’entroterra saranno invitati a ricambiare la visita.

Una formula che piace ai ristoratori e ai clienti perchè consente di ampliare gi orizzonti e di avere scambi che arricchiscono entrambe le parti.

Un gemellaggio all’insegna del gusto organizzato da Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che valorizzano i prodotti del territorio, in collaborazione con Confesercenti Provinciale di Livorno e la Camera di Commercio Maremma e Tirreno ed il patrocinio del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Una viaggio nel gusto che ci porterà a scoprire non solo la piacevolezza enogastronomica, ma anche interessanti aspetti dell’economia locale e della cultura materiale dei territori.



Ecco il calendario degli appuntamenti:

Giovedi 25 gennaio il “Retrobottega Falaschi” di San Miniato ospita Luigi Muti del “Vento in Poppa” di Porto Azzurro (Isola d'Elba);
Giovedi 8 febbraio “Il Pesce Briaco” di Lucca ospita Grazia Zerbini del Ristorante dell’Hotel Saracino dell'Isola di Capraia;
Venerdì 16 febbraio il ristorante “Bagoga” di Siena ospita Giacomo Paoli del “Aguglia”dell' Isola d'Elba;
Giovedì 22 Febbraio “ PS - Ristorante” di Cerreto Guidi ospita Marco Olmetti del “Pepenero”di Portoferraio (Isola d'Elba);
Mercoledì 28 Febbraio “Toscana Fair” di Pistoia ospita Massimo Poli di “Montefabbrello”di Portoferraio (Isola d'Elba);
Sabato 3 marzo il ristorante “La Gondoletta” di Marina di Grosseto ospita Santi Capitani di “Da Santi” dell'Isola di Capraia;
Martedì 6 marzo “Il Capriolo” di Prato ospita Alex Ohorodnic del “Teatro Bistrot”di Portoferraio (Isola d'Elba);
Venerdì 16 marzo l’ Osteria “Il Borro” di San Giustino Valdarno (Arezzo) /ospita Fabio Molinari del “Tamata” di Porto Azzurro (Isola d'Elba.

Fabrizio Del Bimbo

giovedì 4 gennaio 2018

All'Obihall Alis Christmas Gala dal 4 al 7 grnnaio





Molto affascinanti le prove dello spettacolo che,  dopo i sold-out di Bologna, Padova e Milano arriva finalmente a Firenze: il Christmas Gala di ALIS. Da giovedì 4 a domenica 7 gennaio, al teatro Obihall, cinque spettacoli insieme ai migliori artisti del Cirque du Soleil e del circo moderno (giovedì 4/venerdì 5/sabato 6 gennaio ore 20,30 - domenica 7 gennaio doppio appuntamento, ore 11 e ore 16 – biglietti posti numerati da 27,50 a 71 euro compresi diritti prevendita - prevendite nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita e online su www.boxol.it – info tel. 055.210804 055.6504112 - www.obihall.it -www.lecirquetopperformers.com).


ALIS s’ispira alle atmosfere sognanti e surreali della letteratura fantastica dell’800 e in particolare ad “Alice nel paese delle meraviglie”, con un cast di 28 artisti composto da acrobati, giocolieri, equilibristi e musicisti che si esibisce in numeri aerei e a terra, alla scoperta delle qualità umane, dei valori e dei sentimenti. ALIS, interpretata da ASIA TROMLER, 19 anni, italiana e la più giovane del cast, li scopre uno ad uno e grazie ad essi arriva a realizzare il suo sogno con uno spettacolare numero di Aerial Silk.


Presentato da Le Cirque World’s Top Performers, ALIS è lo show rivelazione del 2017, già applaudito in Italia da 90.000 spettatori. Due ore di spettacolo con l’eccellenza circense contemporanea – senza animali – scandite da performance incredibili e pluripremiate. 


Tra le superstar ci sono VIKTOR KEE (Dralion e Amaluna del Cirque du Soleil), considerato il giocoliere e l’acrobata perfetto, un talento puro con una performance di grande suggestione e unica al mondo; YVES DECOSTE (Zed, Quidam, Mystere, La Magie Continue del Cirque du Soleil) e la sua allieva DELPHINE CEZARD, protagonisti di un numero epico che lascia a bocca aperta e di un’intensità tale che sembra rallentare lo scorrere del tempo; ANATOLIY ZALESVSKYY (Zarkana del Cirque du Soleil), riconosciuto maestro di equilibrismo ed eleganza, unite a forza e flessibilità straordinarie; ROSE WINEBRENNER (Zaia del Cirque du Soleil), cantante, polistrumentista, compositrice e artista visiva di Chicago, protagonista di oltre 1.400 interpretazioni e cantante solista alla Cerimonia di Premiazione dei Bollywood Awards; LILI CHAO RIGOLO meravigliosa danzatrice taiwanese che si alternerà con la meravigiosa artista spagnola MELODIA GARCIA RIGOLO in Sanddorn Balance (Amaluna del Cirque du Soleil), numero di equilibrio eccezionale ideato e presentato per la prima volta nel 1997 nello spettacolo Sanddorn da MAEDIR RIGOLO.


E ancora, il comico e contorsionista OLEKSANDR YENIVATOV, conosciuto in tutto il mondo come SACHA THE FROGMAN, il trio acrobatico femminile TORIME in una dimostrazione di flessibilità, sensualità e forza sul tema vitale della passione e del fuoco, GUILHEM DESQ suonatore in chiave moderna di Ghironda, uno strumento millenario, RAW ART la nuova generazione di giocolieri e I-TEAM… 


Artisti ed atleti che combinano sport e arte circense: hanno all’attivo centinaia di esibizioni nelle più grandi produzioni internazionali, fanno parte dell’élite mondiale del circo moderno grazie a riconoscimenti di prestigio tra i quali Clown d’Oro e d’Argento al Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo, Medaglie d’Oro e d’Argento e Raspini Award al Festival Internazionale Cirque de Demain di Parigi.  


Grandi professionisti sul palco ma anche dietro le quinte: le scenografie portano la firma del grande artista contemporaneo Ugo Nespolo, mentre le luci e gli effetti speciali sono di Alessandro Verazzi, light designer di livello internazionale. La colonna sonora originale è composta dai musicisti italiani La Femme Piège.


Radio Monte Carlo è la radio ufficiale di ALIS Christmas Gala Tour.

Fabrizio Del Bimbo 

Roberto Capucci e i suoi disegni per il teatro a Palazzo Pitti

Le Gallerie degli Uffizi in occasione del 93° Pitti Immagine Uomo presentano Capucci Dionisiaco. Disegni per il teatro. La mostra, per la cura di Roberto Capucci, avrà luogo a Palazzo Pitti, nelle sale dell'Andito degli Angiolini, dal 9 gennaio al 14 febbraio 2018.



La rassegna si compone di 72 opere su carta di grande formato (cm 70 x 50) che rivelano un Roberto Capucci inedito rispetto al suo primato di couturier d’Alta Moda che lo ha reso famoso nel mondo.
In quest’occasione, infatti, aprendo una nuova strada rispetto alla sua lunga attività dedicata all’universo femminile, Capucci ha voluto esporre una suite di disegni con un inaspettato e sorprendente repertorio di costumi maschili per il teatro che, sin dagli anni Novanta e nel più assoluto riserbo, gli sono stati ispirati dall’idea di una messinscena onirica, dando libero sfogo a un’inesausta fantasia d’artista affrancato dalle mode e dalle ribalte internazionali di tutti i tempi.
Un insieme di “follie” – come lo stesso Capucci afferma – e che non a caso ha scelto di presentare a Firenze, la città dove ha debuttato nel lontano 1951 con una sfilata “a sorpresa” nell’ambito della First Italian High Fashion Show organizzata dal marchese Giorgini e dove, nel solco di un’imperitura tradizione artistica e culturale, “sempre aperto è il dialogo fra passato, presente e futuro”.
“I punti focali di ogni figura – ha scritto Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, nel suo testo in catalogo - sono soprattutto la testa e i fianchi, dove si concentra il colore, da dove partono sbuffi e girandole, nastri e piume, elmi e carapaci imprevedibili per l’osservatore, ma certo non per l’autore, che nella precisione e nella qualità calligrafica del segno sembra tradurre sulla carta un progetto quasi ingegneristico, comunque già perfettamente sviluppato nella mente e senza ripensamenti. La creatività si unisce al rigore della materia: un Capucci dionisiaco, sì, ma con ferrea disciplina”.
Ha scritto a sua volta Umberto Tombari, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze di aver ritenuto “doveroso offrire il suo sostegno a questa mostra perseguendo nelle sue finalità di promuovere e sostenere le iniziative artistico-culturali, la creatività e l’innovazione delle arti e dei mestieri, della musica, del teatro, del disegno e del sistema moda. L’esposizione è inoltre una opportunità per gli studenti italiani e stranieri che, nell’ambito delle attività di Polimoda, sostenute dalla nostra Fondazione CRF, approfondiscono la loro formazione in questo ambito così importante’’.
Il titolo della mostra, Capucci dionisiaco, è suggerito dal carattere misterioso e ambiguo che connota i costumi maschili presentati. Una galleria di figure multiformi e dalle molte metamorfosi che appaiono trasfigurare il mito di Dioniso – divinità non solo del vino ma anche del teatro e della rappresentazione scenica accompagnata dalla musica – e il carattere ineffabile e disinibito del suo camaleontico corteo.
Il tratto figurativo di Roberto Capucci offre qui il destro anche per riconoscere alcune sue peculiarità stilistiche: la sapienza grafica e la sensibilità negli accostamenti cromatici, l’esattezza geometrica ai limiti dell’utopia pur obbediente alle regole matematiche de la Divina proportione nell’ideare costumi che ricordano la spettacolarità di una festa rinascimentale. Scriveva a questo proposito Kirsten Aschengreen Piacenti nel catalogo della mostra ospitata a Palazzo Strozzi nel 1990, Roberto Capucci. L’arte della moda: volume, colore, metodo: “Roberto Capucci è la conferma del detto di William Morris: C’è un artista in ogni artigiano e un artigiano in ogni artista”.
Non è una mera concomitanza che oggi Firenze, in uno dei palazzi emblema del mecenatismo mediceo, tenga a battesimo Capucci nella sua inconsueta veste di costumista per il teatro, e che l’Accademia degli Infuocati sia l’ente organizzatore dell’iniziativa. Circostanze queste che sembrano riportare l’attenzione su quel segreto talento di Roberto Capucci prestato al cinema di Pasolini in Teorema (1968), corteggiato da registi del calibro di Luca Ronconi, e da alcuni enti lirici – dall’Arena di Verona al Teatro San Carlo di Napoli – che hanno avuto il privilegio di vestire di primedonne del canto, quali Raina Kabajvanska, in abiti Capucci.
La mostra è curata dallo stesso Roberto Capucci e si avvale del catalogo edito da Polistampa, con un ricco repertorio di immagini a corredo dei testi di Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Caterina Chiarelli, curatore del Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, Caterina Napoleone, Giovanni Gavazzeni, noto critico musicale e teatrale, oltre che di un’intervista a Roberto Capucci, di una nota biografica e dell’elenco delle principali mostre tenute dal Maestro nel corso della sua lunga attività professionale.
L’esposizione è realizzata in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio, con il supporto della Fondazione Eduardo De Filippo e dell'Azienda Agricola Scovaventi, e con l'organizzazione dell'Accademia  degli Infuocati.

Fabrizio Del Bimbo

giovedì 28 dicembre 2017

Inizio anno 2018 alla Pergola di Firenze

 
Inizia il 5 gennaio, ore 20:45 | Evento speciale
Compagnia Mauri Sturno
Glauco Mauri Roberto Sturno
EN ATTENDANT BECKETT
Prologo - Samuel Beckett - Atto senza parole - L’ultimo nastro di Krapp
un percorso multimediale ideato da Glauco Mauri e Roberto Sturno
con la collaborazione di Andrea Baracco
musiche originali eseguite dal vivo da Giacomo Vezzani
luci Alberto Biondi
 
Dal 9 al 14 gennaio
(ore 20:45, domenica ore 15:45)
Compagnia Mauri Sturno
Glauco Mauri Roberto Sturno
FINALE DI PARTITA
di Samuel Beckett
con Elisa Di Eusanio, Mauro Mandolini
scene e costumi Marta Crisolini Malatesta
musiche Giacomo Vezzani
regia Andrea Baracco
 
Durata: 1h e 25’, atto unico.
 
 
Il 2018 non è un gennaio come tutti gli altri: segna l’avvio del nuovo triennio ministeriale, un tempo dettato dalle norme che si trasforma in un tempo progettuale.
Per marcare questo inizio, il 5 gennaio Glauco Mauri e Roberto Sturno presentano il percorso multimediale En Attendant Beckett che anticipa le rappresentazioni di un altro loro Beckett, Finale di partita (9-14 gennaio). Una serata in cui prendono vita opere forse meno conosciute accanto a grandi capolavori del premio Nobel irlandese come Atto senza parole e L’ultimo nastro di Krapp. Glauco Mauri, il primo Krapp italiano, dialoga, oggi, con la sua voce di trentenne, registrata nel silenzio notturno di un teatro oltre cinquant’anni fa.
“Ci siamo sentiti in dovere come uomini di teatro – afferma Mauri – di contribuire alla conoscenza, e quindi alla comprensione, di un grande autore come Beckett. Non è solo un celebre scrittore del ‘Teatro dell’Assurdo’, ma è anche un grandissimo poeta della difficoltà del vivere dell’uomo. Le sue ‘favole’, dove si ride e si piange, ci aiutano a meglio capire questa nostra difficile vita”.
Testo tra i più significativi dell’opera beckettiana nel parlare dell’insondabilità dell’universo e dell’umano, Finale di partita è un teatro di personaggi che si fissano nella memoria, vivi e palpitanti, più di tanti altri della cosiddetta drammaturgia di stampo realistico. Insieme a Glauco Mauri e Roberto Sturno sul palco della Pergola dal 9 al 14 gennaio ci sono Elisa Di Eusanio e Mauro Mandolini. La regia è di Andrea Baracco, che commenta: “È una parodia, l’unica forma che sbeffeggia le altre nell’epoca della loro impossibilità, incentrata intorno alla domanda: che cosa vuol dire esistere? Il teatro non può far altro che dichiarare la negatività del presente e avere una sua positività proprio nella dichiarazione del negativo”.
 
En Attendant Beckett è un percorso multimediale ideato da Glauco Mauri e Roberto Sturno con la collaborazione di Andrea Baracco e con le musiche originali eseguite dal vivo da Giacomo Vezzani. Una serata omaggio a Beckett prodotta dalla Compagnia Mauri Sturno che il 5 gennaio al Teatro della Pergola anticipa le recite di Finale di partita (9-14 gennaio), per offrire al pubblico un approfondimento sull’opera del grande autore irlandese, con poesie, brani letterari e con il capolavoro L’ultimo nastro di Krapp e il non meno celebre Atto senza parole.
Nello stupito, grottesco silenzio di Atto senza parole l’uomo beffato e ingannato dalla vita, che sembra sempre soccorrerlo, ma poi sempre lo delude, trova la sua commovente dignità nel rifiuto e nella voluta solitudine. In questo breve atto si può chiaramente comprendere la visione beckettiana dello scontro tra l’uomo e la vita.
Ne L’ultimo nastro il vecchio Krapp ascolta una bobina che ha registrato tanti anni fa: la sera del suo trentanovesimo compleanno. Tanti, tanti anni sono passati! Riaffiorano persone, visi ormai sbiaditi dal tempo, si riscoprono sentimenti … e tra questi – ormai dimenticata – una storia d’amore, “quando la felicità era forse ancora possibile”. Ma il giovane Krapp non l’aveva saputa afferrare.
La bobina finisce e Krapp rimane disperatamente solo nel buio della sua “vecchia tana” piena di bobine che raccontano la storia della sua vita ma che finiranno sempre col rimanere vuote, esaurite di ricordi. Glauco Mauri, il primo Krapp italiano, dialoga, oggi, con la sua voce di trentenne registrata nel silenzio notturno di un teatro oltre cinquant’anni fa. Era il 1961.
 

   Biglietteria

Teatro della Pergola
Via della Pergola 30, Firenze
Dal lunedì al sabato: 9.30 / 18.30
Del Bimbo Fabrizio 
 

Dal 22 al 25 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze


   La danza è stupore, meraviglia, è emozione che si rinnova ogni volta. Ecco perché l’edizione 2018 di Danzainfiera  si chiamerà WOW!  Tradizione e sperimentazione: queste le linee guida dell’evento di riferimento europeo per il settore danza.
Stage e lezioni da non perdere
  Danzainfiera favorisce da sempre l'incontro tra i migliori danzatori al mondo e i ragazzi che credono in un sogno e vogliono mettersi alla prova. Per gli stage di classico due stelle della danza: Alicia Amatriain Principal dello Stuttagard Ballet e Iana Salenko prima ballerina dello Staatsballet di Berlino.
 Chi ama le contaminazioni contemporanee avrà modo di partecipare ad uno speciale laboratorio coreografico di sperimentazione e ricerca con l’eclettico Emanuele Cristofoli in arte Laccio, attuale direttore artistico della trasmissione tv Dance Dance Dance.
  Gli appassionati di Flamenco, la danza spagnola per antonomasia, avranno a disposizione il talento assoluto Antonio Marquez, apprezzatissimo per la sua tecnica perfetta e la sua espressività drammatica.
  Direttamente dall'ultimo tour di Madonna ci sarà Marvin Gofin, con uno stage di Hip Hop coreografico e per il Locking uno dei danzatori più famosi al mondo in questo stile, il talentuoso Flockey. Per la DanceHall una programmazione vasta con performer eccellenti come Imenella Mohamed, Matthew Richards e Anet Antosova. Protagonista della Tap dance sarà il quattro volte campione del mondo Alexandr Ostanin.
  Novità dell’edizione 2018 di Danzainfiera un percorso interamente dedicato alle danza Afro che sarà possibile conoscere ed imparare attraverso gli stage dei performer Faciné Doumbia e Carlos Kamizele.
Grandi opportunità anche per i docenti
  Ampio ventaglio di proposte anche per insegnanti e operatori della danza. Torna il prestigiosissimo Master di Alta Formazione Classica Accademica con i maestri Marina Vasilieva e Riccardo Riccardi dell’Accademia Vaganova di San Pietroburgo. Per gli insegnanti di danza moderna e contemporanea invece in calendario ci sono i Master di I e II livello di Modern Contemporary con Rosanna Brocanello del Centro Opus Ballet.
Danzainfiera 2018: 22/25 febbraio 2018, Firenze - Fortezza da Basso
Orari: Giovedì: 15.00–20.00. Venerdì, sabato e domenica: 9.00–20.00
Del Bimbo Fabrizio

mercoledì 27 dicembre 2017

A Casole d'Elsa il debutto di Praesepium




È andato iin scena il primo e più grande spettacolo open air dedicato alla Natività. È accaduto in Toscana, in provincia di Siena, dove l’Associazione “CasoleEventi” ha firmato e prodotto “Praesepivm”, in programma nel centro storico di Casole D’Elsa nel periodo natalizio tra dicembre e gennaio con il patrocinio di Regione Toscana e Comune di Casole D’Elsa. Una rappresentazione teatrale non stop all’aria aperta che ha visto il paese trasformarsi diventando metà palcoscenico e metà dietro le quinte.

Regia di Luciana Calamassi, drammaturgia di Leonardo Ieva. Con gli attori, Alessandra Cerrato, Leonardo Ieva, Mirco Batoni. Scenografie di Luciana Calamassi, Betty Calamassi, Stefania Malevolti. Luci di Doriano Spinelli, Graziano Grassi. Costumi di Luciana Calamassi, Donatella Pacchierotti, Sibilia Franchi. Musiche e suoni di Massimiliano Benucci. Allestimento di Franco Giusti. Organizzazione di Giordano Malevolti.Tecnica di Loris Martellucci, Pierluigi Taddei, Andrea Pozzuoli, Luca Pini, Pierluigi Taddei e Stefano Milordini.

Una proposta che nei numeri ha uno dei suoi punti di forza. 350 tra attori e comparse che hanno indossato circa 400 costumi realizzati interamente a mano. Il tutto distribuito su una superficie di 30.000 metri quadrati . Ben 30 scene  svolte in contemporanea, sia quelle classiche della natività che la riproduzione 1:1, quindi in dimensioni originali, di un vero e proprio villaggio dell'epoca. C'erano 100 animali vivi tra cui, cammelli, asini, pecore, galline e tanto altro. Il cibo era tutto vero e cucinato tutto sul momento con frutta fresca in grande quantità ad arricchire i banchetti. Il percorso completo riservato agli spettatori era di un chilometro e si è snodato per le vie del centro storico di Casole D’Elsa. Per mettere in moto questa immensa macchina è stata prevista una squadra di 60 tecnici (tutti volontari abitanti del paese) che hanno curato l’allestimento  garantendo il funzionamento di tutto durante lo svolgimento della rappresentazione.

Senza contare una inedita e mai realizzata prima "via dei profumi", con incensi, candele ed erbe aromatiche. In questo modo lo spettatore ha potuto anche "annusare" lo spettacolo. Oltre gli odori del cibo fresco, come frutta e pesce, e dei cibi cucinati di continuo, compreso il pane.  

In “Praesepivm” il pubblico ha avuto la possibilità di essere parte integrante delle scene stesse perché ha potuto attraversarle completamente senza dover però interagire con niente e nessuno. Uno spettacolo dove non c’è platea ma solo palcoscenico.

«Si tratta – spiega l’ideatrice e regista, Luciana Calamassi – di un'edizione rinnovata che parte da una solida tradizione, uno spettacolo a cielo aperto per ricreare un'atmosfera unica tra colori, suoni, sapori ed emozioni. Non è un presepe vivente, ma una rappresentazione che ha per scena finale la natività: ma per arrivare a questo c'è tutto un paese che spinge il pubblico verso la luce»

“Praesepivm” è l’evoluzione e la prima edizione in forma di spettacolo di un progetto di presepe vivente che si è svolto con cadenza biennale dal 1998. Quest’anno è  stata anche la prima volta in cui i numeri in campo hanno superato tutte le altre ed è anche la prima edizione in cui c’era un vero copione di drammaturgia partecipata intorno al tema della Natività. Vista come un grande evento che merita di essere rappresentato in una rilettura atea rendendo al pubblico la possibilità di vivere una esperienza il più fedele possibile ai fatti, ai luoghi e alle circostanze che hanno accompagnato la nascita di Gesù. Le passate edizioni hanno mosso persone da tutta Italia, con tour operator nazionali che hanno organizzato apposite gite. Nel 2015 ben 12 mila presenze.


Fabrizio Del Bimbo 

sabato 23 dicembre 2017

La conferenza di fine anno di Coldiretti Toscana

Riuniti il 22 dicembre a Firenze gli Stati Generali di Coldiretti Toscana con l’Assessore Marco Remaschi hanno tracciato il quadro di sintesi dell’annata trascorsa e rilanciato proposte e progetti per il futuro.



La siccità  ha segnato la Toscana ed ha lasciato ferite profonde, stimate dalla Regione in 428milioni di euro, colpendo in modo pesante un po’ tutti i settori ed in particolare seminativi, ortofrutta, miele ma anche vino ed olio. Il settore che porta il segno positivo è quello floro-vivaistico che, sebbene stabile nelle produzioni, ha visto un forte rialzo dell’attività commerciale con un +10%. Altro settore che segna un +8% nel 2017 è l’agriturismo cresciuto in termini di imprese e di recettività confermandosi leader nazionale con 4530 strutture, un quarto di quelle presenti a livello nazionale.
Nel complesso il valore della produzione agricola regionale nel 2017 dovrebbe attestarsi intorno ai 2.350 milioni di euro, con un calo del 9.6% rispetto ai 2.600 milioni di euro 2016 che fu già un anno di flessione. La composizione della PLV Agricola vede al vertice il floro-vivaismo con oltre 30% e 760 milioni di euro, unico settore ad avere il segno positivo, seguito dagli allevamenti al 22% con 540 milioni di euro, poi i seminativi al 16% con 380 milioni di euro, che hanno subito un vero e proprio tracollo. Discorso a parte merita il settore vitivinicolo che seppure ha subito una perdita nelle uve raccolte del 36% la plv è scesa solo del 12% perché le quotazioni hanno subito rialzi significativi per le diverse denominazione dal 20% fino anche al 40%. Con una grande richiesta di export che sale di 5 punti percentuali. 15% con 390 milioni di euro. Le proiezioni per l’olio restano intorno al meno 4% con contributo in termini di plv di 100 milioni di euro
Sul versante occupazionale a fronte di un leggero calo in termine di operari agricoli assunti, si ha un incremento delle aziende agricole iscritte ad Inps. Significativo resta l’apporto delle donne che vede alla guida di circa il 40% delle imprese autonome. Pure significativa la presenza di titolari under 40 che salgono al 16.5% delle imprese agricole
“Nonostante quest’annata drammatica possiamo segnare alcuni risultati raggiunti. Segnali di nuove opportunità vengono dalle norme introdotte sulla origine obbligatoria in etichetta per latte e derivati, per la pasta e presto per il pomodoro – ha detto Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – Dal 19 Aprile 2017 è in vigore l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per il latte UHT ed i prodotti lattiero-caseari. Il prossimo 17 Febbraio 2018 scatta l’obbligo dell’indicazione dell’origine in etichetta del grano utilizzato per la pasta, e siamo in attesa della pubblicazione del decreto sul pomodoro per l’indicazione obbligatoria su conserve, sughi e derivati – continua Marcelli – che vanno nella direzione  di tutelare il vero Made in Italy”.
“Diverse sono, comunque, le questioni aperte su cui Coldiretti sta lavorando, come l’insostenibile situazione dei danni arrecati dalla fauna selvatica e dai predatori.  - sottolinea Antonio De Concilio Direttore di Coldiretti Toscana – Son problematiche che trovano ulteriore esasperazione anche perché le aspettative sulla ripresa dalla crisi che ha duramente colpito l’Europa e l’Italia negli ultimi anni, sono rimaste parzialmente disattese anche nel 2017. Così come le altre economie regionali, anche quella toscana continua a risentire degli effetti della recessione”.  
La situazione congiunturale nel settore agricolo presenta una condizione di difficoltà. “Nonostante ciò, l’agricoltura resta un settore di punta dell’economia regionale – continua De Concilio - svolgendo funzioni di ordine economico, ma anche ambientale e sociale, garantendo un presidio costante sul territorio e la salvaguardia ambientale, ostacolando la disgregazione delle comunità rurali e favorendo la coesione sociale. Anche sul piano strettamente economico, il valore aggiunto a valle della filiera diviene straordinario, se si pensa al solo valore di esportazioni come quella vinicola con cui si superano i 900 milioni di euro, e che l’export regionale presenta una significativa quota agro-alimenatare di oltre 2000milioni di euro pari al 23% del totale delle esportazioni regionali”.
Il 2018 vedrà Coldiretti impegnata nell’espansione del progetto di Campagna Amica, una rete di vendita diretta che nella sola Toscana ha toccato il tetto dei 390.000 acquisti da parte dei cittadini, presso i 75 mercati presenti sul territorio regionale. In pratica un toscano su dieci ha fatto almeno una volta la spesa nei mercato targati Coldiretti che sviluppano un giro di affari 11milioni e 700mila euro.
Buone notizie per il settore agricolo arrivano dalla manovra di bilancio 2018, che procede nell’iter parlamentare, con lo  storico via libera allo street food contadino dal campo alla tavola e le altre importanti misure come la conferma per la decontribuzione per giovani agricoltori, l’introduzione del “bonus verde” e la sterilizzazione delle aliquote Iva.

FLOROVIVAISMO
In Toscana risultano censite circa 3.600 aziende florovivaistiche che operano su una superficie di 7.500 ettari ripartiti tra vivaismo (6.500 ha) e floricoltura (1.000 ha). Rappresentano il 3,4% delle aziende agricole totali, solo lo 0.9% della Sau toscana, ma contribuiscono per circa il 30% al valore della produzione agricola regionale. Nel 2017 la produzione è stata stabile con un leggero calo della floricoltura. Forte incremento delle vendite rispetto al 2016 con +10%.

VITI-VINICOLO
Le superficie vitate nella Toscana sono oltre 58mila ettari con una produzione di circa 3milioni e 500mila quintali di uve che vengono trasformati in 2milioni e 800mila ettolitri di vino. Quest’anno la produzione di vino si ferma introno a 1milione e 700mila ettolitri.  La Toscana rappresenta il 6.3% del vino italiano attestandosi come sesta regione per produzione. Oltre il 70% dei vini è venduto sui mercati esteri (export 900 milioni di euro). In pratica una bottiglia su cinque di vino italiano bevuta oltre confine, viene dalla Toscana. Produzione di uva 2017 -36%.

ALLEVAMENTO BOVINO
Gli allevamenti bovini in Toscana si confermano fortemente orientati alla produzione della carne. Risultano censiti  88800 capi bovini. Sono circa 3000 le aziende agricole orientate alla produzione di carne e poco più di 200 quelle che producono latte. Tra i capi macellati la percentuale dei capi nati e allevati in Toscana è pari al 40%. Tralasciando i capi che sono introdotti per la sola macellazione (circa il 18%, quasi tutti di provenienza francese), una percentuale rilevante (circa il 42%), è rappresentata da capi macellati dopo l'ingrasso in aziende toscane. In Toscana si assiste ad un progressivo decremento delle aziende che producono latte bovino, ad oggi sono 211 stalle con 11.799 vacche da latte ed una produzione  di 580.000 q.li di latte. Quest’anno si è registrata una minore produzione di latte a causa della siccità ed un aumento dei costi di produzione.

ALLEVAMENTO OVINO
Sono 1.100 le aziende ovicaprine che contribuiscono alla produzione dei 550mila quintali di latte regionale, che in gran parte viene conferito ai caseifici e in minima parte viene lavorato direttamente dall’allevatore.

GRANO DURO E TENERO
La superficie investita a grano è scesa a 80.000 ettari dei quali 57.000 a grano duro e 23.000 a tenero. Sono circa 7.500 le imprese agricole interessate. Quest’anno la produzione è crollata del 40% a fermandosi 2,2 milioni di quintali. Gli ettari seminati a grano sono diminuiti del 26%.

OLIVICOLTURA
L'oliveto toscano copre 91.500 ettari (l’11% della superficie agricola regionale) con 48mila aziende agricole che caratterizzano fortemente il paesaggio. Mediamente vengono prodotti circa 170mila quintali di olio. Quest’anno la produzione è molto diversificata con un calo medio del 30% attestandosi intorno a 120 mila quintali di olio. Le rese particolarmente elevate hanno compensato in parte il calo produttivo.

Fabrizio Del Bimbo