mercoledì 19 settembre 2018

Marina Abramovic, una grande mostra a palazzo Strozzi



A Firenze una  grande esposizione sulla performer più nota al mondo. 



È certamente una delle mostre dell’anno, nonché la prima grande retrospettiva in Italia sul lavoro di Marina Abramovic, l’artista e performer che, da sempre, ha messo il proprio corpo al centro del lavoro, ottenendo anche una grande popolarità, culminata probabilmente con il leggendario evento “The Artist is Present” al MoMA di New York del 2010. Ora Palazzo Strozzi a Firenze inaugura la mostra “Marina Abramovic – The Cleaner”, un grande momento di storicizzazione del lavoro della Abramovic, con la curatela del direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, Arturo Galansino.“È la prima mostra di una artista donna a Palazzo Strozzi – ha spiegato Galansino ad askanews – e questo ci fa molto piacere. Si tratta di un lungo viaggio che copre 50 anni di carriera della matriarca della performance art, ma si comincia anche anche da prima, quando Marina era ancora una giovane pittrice studentessa all’accademia. Da lì parte questo percorso affascinante, sul filo della biografia dell’artista, verso un’arte sempre più immateriale che arriva presto alla performance, con quelle degli anni Settanta, le più estreme e pericolose, che hanno fatto la storia e l’identità di Marina Abramovic”.Nel cortile del palazzo fiorentino, che fino a poche settimane fa ospitava uno scivolo di Carsten Holler, il furgone Citroen che in qualche modo rappresenta il lungo sodalizio con Ulay, una delle tappe più significative della carriera di Marina Abramovic, su quel veicolo i due artisti hanno attraversato l’Europa e hanno diffuso un’idea di pratica artistica divenuta poi proverbiale. E di tutto ciò che tale pratica ha rappresentato, prima e dopo, l’esposizione fiorentina vuole dare conto.“È una mostra – ha aggiunto Galansino – che mette insieme le opere, le scenografie delle performance, le foto e il video che documentano le stesse, ma è anche una mostra vivente, perché al suo interno diverse delle famose azioni di Marina sono riperformate da artisti che Marina e il suo studio hanno formato per l’occasione. Quindi una mostra che è storica, ma che è anche vivente. Un doppio linguaggio che si sovrappone in questa mostra ricca, complessa, stratificata, ma soprattutto molto appassionante visto il personaggio”.Un personaggio, quello di Marina Abramovic, che come pochi altri ha saputo unire una ricerca a lunghi tratti d’avanguardia a una popolarità andata oltre i confini classici del Sistema dell’arte.
Fino al 20 gennaio 2019

Nicoletta Curradi 



sabato 15 settembre 2018

Pitti Fragranze 16 dal 14 al 16 settembre

Dal 14 al 16 settembre va in scena Pitti Fragranze,  il salone evento di Pitti Immagine che presenta a Firenze le migliori proposte della profumeria artistica globale.

E' la Stazione Leopolda ad ospitare la kermesse, dedicata a bellezza e il benessere, con una selezione di linee cosmetiche e proposte da circa 190 tra le maison e i brand più qualificati. Il 70% dei marchi di questa edizione proviene dall’estero.
Presente anche l'area Spring, riservata ai nomi nuovi, alle linee di fragranze che si presentano al primo appuntamento con il pubblico internazionale e alle nuove realtà sul mercato.
L’ultima edizione del salone, nel settembre 2017, ha registrato un totale di 2.200 compratori da più di 50 paesi, di questi quasi 700 quelli provenienti dall’estero (in crescita del +2%). La classifica dei mercati di riferimento del salone vede in testa la Francia, seguita da Russia, Germania, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Olanda, Emirati Arabi, Ucraina, Giappone e Stati Uniti.





Questa edizione di Pitti Fragranze beneficia del contributo straordinario del Ministero dello Sviluppo Economico e Agenzia ICE, nell'ambito del Piano Speciale 2018-2019 a sostegno delle fiere del Made in Italy. Il contributo è dedicato al potenziamento delle attività di ospitalità, media relations e pubblicità.

Nicoletta Curradi


giovedì 13 settembre 2018

I primi 50 anni di Viticola Toscana

Viticola Toscana, proprietaria di Castello di Meleto ha celebrato il 13 settembre il suo 50/o anniversario della, inaugurando un progetto ambizioso, la Fondazione Pieve di Spaltenna, progetto per il territorio che, come primo obiettivo, permetterà il restauro della Pieve di Santa Maria a Spaltenna, antica chiesa dell’XI° secolo.


L’anniversario è stato festeggiato con una serie di iniziative, tra cui il convegno “Viticola Toscana e Castello di Meleto: 50 anni di opportunità tra vino e turismo”, moderato dal giornalista Leonardo Romanelli, cui hanno partecipato oltre a Lucia Pasquini, Presidente di Viticola Toscana, e Michele Contartese, Direttore Generale di Castello di Meleto, anche il Sindaco di Gaiole in Chianti, Michele Pescini e il Presidente del Centro Studi Chiantigiani “Clante”, lo storico Renato Stopani.
Durante il convegno, è stato presentato il progetto della Fondazione Pieve di Spaltenna, aperto a tutti, con la finalità di restaurare l’omonima chiesa romanica, tanto amata dal popolo di Gaiole. “Con la costituzione della Fondazione la Viticola Toscana - ha spiegato Lucia Pasquini - alienerà questo monumento dal proprio patrimonio, con l’obiettivo di donarlo alla comunità di Gaiole in Chianti e renderlo di nuovo agibile”. Castello di Meleto rinnova, così, l’operazione di crowdfunding a cui deve i natali: nel 1968 fu Gianni Mazzocchi a invitare i lettori della rivista QuattroSoldi a partecipareall’Operazione Vigneti, grazie alla quale nacque Viticola Toscana, proprietaria oggi di Castello di Meleto e 1.000 ettari di terreno circostante. Fin dalla sua fondazione Viticola Toscana si è impegnata nel risanamento della proprietà, recuperando anche il patrimonio storico e architettonico costituito dal Castello (XIII secolo) e dai molti edifici antichi presenti nella proprietà. Il convegno si è chiuso con la presentazione diun’edizione limitata del Chianti Classico DOCG 2016 con un’etichetta unica ispirata alle bottiglie storiche di Castello di Meleto. Dopo la visita alle cantine e degustazione dei vini, la giornata celebrativa è proseguita con lo spettacolo “Come diventare sommelier in 50 minuti” di Leonardo Romanelli nel teatrino del ‘700.
Con i suoi 1.600 azionisti, Viticola Toscana rappresenta un modello aziendale efficiente e unico. Castello di Meleto è una splendida struttura ricettiva e un perfetto esempio di azienda agricola completa: il vino, anzitutto con il Chianti Classico, rappresenta il prodotto bandiera, cui si affiancano l’olio extra vergine d’oliva biologico, il miele, e l’allevamento di Cinta Senese. Per ricevere informazioni e partecipare alla Fondazione, è possibile rivolgersi allo 0577.749217 o scrivere a info@castellomeleto.it



Fabrizio Del Bimbo 

God is Green, un festival Green alla Manifattura Tabacchi


Le buone pratiche green? Possono essere anche leggere e divertenti. A scommetterci è la Manifattura Tabacchi, riattivata in occasione dell’Estate Fiorentina 2018 come nuova piazza del quadrante Puccini-Cascine, che lancia “God is Green…e vive alle Cascine”, festival di fine stagione in due weekend (15-16 e 20-22 settembre), per coinvolgere il quartiere e ringraziarlo dell’estate trascorsa insieme, un’occasione per parlare di come si costruisce un luogo pubblico da vivere giorno e notte in un dialogo aperto sul verde e la città.
Sono questi due, infatti, i temi emersi dall’operazione di ascolto lanciata da Manifattura Tabacchi all’inizio dell’estate, distribuendo migliaia di cartoline: 3mila quelle che sono state compilate con le aspettative del quartiere per la Manifattura stessa. Primi tra tutti spazi verdi e luoghi di aggregazione. Nasce così il festival – rigorosamente a ingresso libero - che ha come filo conduttore le pratiche che possiamo attuare facilmente nella vita quotidiana nei confronti del nostro pianeta. In occasione del festival saranno costruite alcune arnie che saranno poi installate sul tetto della Manifattura, destinate alla produzione autonoma di miele, che proseguirà durante la fase di recupero del complesso. Le api – 50mila per la precisione - saranno protagoniste inoltre dell’installazione artistica ARNIA, a cura di Andrea Cavallari, ospitata nei sotterranei e visitabile dal 15 al 22.
Sul tetto si salirà anche per la conferenza spettacolo “Una playlist per alieni” (giovedì 20), mentre la piazza dell’Orologio ospiterà lo spettacolo Botanica (sabato 15), numerosi dj set (anche in chiave Silent Disco, per coniugare il divertimento alla vivibilità), esibizioni a cura di Cirk Fantastik (20, 21 e 22) e infine una cena di quartiere, durante il quale ognuno sarà libero di portarsi il cibo da casa modello pic nic o di rifornirsi ai food truck presenti (sabato 22). In programma anche talk in tema green, un mercatino di oggetti di design basati sul riuso e il meeting degli Impact Hub europei, che – a partire dall’esperienza dei coworking delle 34 città coinvolte – proverà a stilare un decalogo dei “mai più senza” per fare comunità.
Durante il primo weekend (15 -16) sarà possibile partecipare a un percorso interattivo sull’economia circolare grazie alla collaborazione di Mokarico, Funghi Espresso e Ortobioattivo, per veder trasformare il proprio caffè in qualcosa di nuovo; prendere parte alle “degustazioni imparziali” con Degustibus, per scovare le differenze tra prodotti bio e industriali; fare la spesa al market bio e ristorarsi con lo street food contadino.
“Per noi è importante non chiudersi dentro la Manifattura durante l’operazione di rinascita ma riattivarla fin da subito, riportando la vita in questo luogo. – dichiara Michelangelo Giombini, head of product development Manifattura Tabacchi - Abbiamo attivato per questo una serie di attività tra cui collaborazione con Impact Hub e residenze d’artista. God is Green si inserisce in questo progetto, che vuole ascoltare il quartiere e offrire un servizio ai cittadini nell’ottica di una condivisione degli spazi e degli intenti”.
“Questa manifestazione – dichiara Tommaso Sacchi, curatore artistico dell’Estate Fiorentina – rilegge la Manifattura Tabacchi come un ingresso per il parco delle Cascine, un gradito fuori programma per questa Estate Fiorentina 2018 durante la quale la Manifattura è risorta grazie a una programmazione di festival in grado di riportare le persone in luoghi pers tanto tempo dismessi e chiusi alla città”.
Nel dettaglio si comincia sabato 15 settembre alle ore 17 con il talk “Dare to be green. Sfide e sogni di chi fa impresa in rapporto con la natura”, con Elena Ianeselli (Circular Wool | Lottozero / textile laboratories), Antonio Giovanni (Funghi Espresso), Tommaso Cecchi de Rossi (Cecchi de Rossi),  Gregory Eve (greenApes), Giovanni Petrini (Ortobioattivo). Allo stesso orario prenderà il via il laboratorio “Che aria tira?”, per l’autocostruzione di centraline per il monitoraggio della qualità dell'aria, seguito dal workshop con Cecchi de Rossi e Meme, che unisce il designer e una barman attorno ai valori del 100% toscano, 100% naturale. Il mondo vegetale sarà invece protagonista la sera, con lo spettacolo Botanica, produzione originale del gruppo Deproducers, già noto per le sonorizzazioni della natura, con il professore Stefano Mancuso, fondatore della Neurobiologia Vegetale (ore 21.30). La serata prosegue con il dj set di Biga il Climatico dalle ore 23.
Domenica 16 settembre al via i laboratori per bambini a cura dell’Associazione Culturale Fantulin (dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18), mentre durante la giornata sarà possibile partecipare anche a un laboratorio di stampa cartoline con metodo serigrafico manuale, grazie a Ink P (ore 11-13), a workshop di riuso creativo con Lottozero (ore 14-17.30) e di origami con carte di recupero con Arual Dem (anche per adulti, dalle 18 alle 19.30).  Nel pomeriggio si terrà invece il talk “Bee Alive. Arte, miele e filosofia: le api della Manifattura”, con Stefano Pignatelli, apicoltore e membro di Arpat Apicoltura, l’associazione degli apicoltori toscani che ha lo scopo di assicurare lo sviluppo dell'apicoltura, valorizzarne i prodotti e salvaguardare gli ambienti, l’artista Andrea Cavallari, Marino Rosso, Professore di Filosofia del Linguaggio Ordinario. Alle ore 18 è prevista l’inaugurazione di Arnia, installazione dell’artista e compositore Andrea Cavallari, che ammalierà gli avventori con un suono continuo, strepitoso e frastornante al contempo: è il suono intensificato di 50mila api contenute in un cubo di cristallo. Una installazione ancor più affascinante se si pensa che il ronzio degli insetti è capace di portare a stati mistici: vi è stata infatti individuata la frequenza di 432 Hz, ovvero la nota La, che sta alla base di tutto il sistema musicale occidentale e che richiama il classico suono primordiale AUM (Om). Una nota che permetterebbe prima la purificazione interiore e poi di entrare in sintonia con l’universo.
Alle ore 21 lo show di Don Pasta, per il New York Times “uno dei più inventivi attivisti del cibo”, con il suo Cooking Dj Set. Daniele De Michele, in arte Don Pasta, sul palco usa vinili e pentole, mixer e minipimer per frullare musica e vellutate: la consolle e il piano da cucina si fondono, in un incredibile mix tra storia della musica e cultura del cibo. Una performance multimediale speziata di funk, soul e reggae, da gustare con tutti e cinque i sensi. Segue alle ore 22.30 il dj set di Andrea Mi. 
Il secondo capitolo di “God is Green… e vive alle Cascine” si apre giovedì 20 con pedalate collettive alla scoperta del quartiere, anche in lingua inglese (ore 19), per tornare in Manifattura alle ore 21 con “the Big Up show”, spettacolo a cura di Simone Romanò (Cirk Fantastik). Alle 22.30 si sale sul tetto per “Una playlist per gli Alieni”. Alle ore 22.30 si balla in silenzio con la Silent Disco.
Le pedalate collettive e gli spettacoli, così come la Silent Disco, replicano venerdì 21 e sabato 22. Venerdì 21 alle ore 21 il Cirk Fantastik porterà in scena lo spettacolo “Bus Stop” della compagnia Five Quartet Trio, mentre sabato 22 sarà la volta di “Ego Domina” di Magda XS, sempre alle ore 21.
Nel pomeriggio di sabato 22, con il supporto di Avventura Urbana, i cittadini del quartiere sono invitati ad un incontro pubblico nel quale, seguendo poche e semplici regole, lavoreranno un intero pomeriggio, divisi in tavoli di lavoro alla costruzione di una lista di proposte, suggerimenti e osservazioni relative ai due temi emersi come prioritari durante la fase di ascolto, gli spazi verdi e i luoghi di aggregazione.
La chiusura del festival è affidata alla cena di quartiere, sabato alle 20.30,  grande evento aperto ai residenti della zona e a chi ama frequentarla: un momento di condivisione per mangiare insieme piatti cucinati a casa propria o acquistati dai food truck.
Info eventi.manifatturatabacchi.com
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Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 12 settembre 2018

Avamposti dal 13 al 23 settembre a Firenze, Sesto Fiorentino e Calenzano



“Oltrepassare i confini” è il tema di Avamposti, festival teatrale organizzato dal Teatro delle Donne di Calenzano, in programma dal 13 al 23 settembre 2018 a Firenze, Calenzano e Sesto Fiorentino.
Inaugurano giovedì 13 settembre Amanda Sandrelli ed Elena Arvigo con un omaggio a Franca Rame. Alle ore 21,30, nel Cortile di Michelozzo di Palazzo Medici Riccardi (Firenze, nell’ambito dell’Estate Fiorentina promossa dal Comune di Firenze) Amanda Sandrelli ed Elena Arvigo presenteranno una lettura-primo studio di “Lo stupro” e “Medea”.
Franca Rame ha sempre dato voce alle donne. “Lo Stupro” è il monologo che scrisse nel 1975 e poi portò coraggiosamente in scena. Franca Rame disse di aver preso il racconto da una testimonianza. In realtà aveva subito uno stupro in prima persona: nel marzo del 1973, a Milano, fu caricata su un furgone, torturata e violentata a turno da cinque uomini. Non furono mai arrestati, nonostante molti anni dopo un pentito abbia fatto i loro nomi, perché il reato era ormai prescritto. Ma Franca Rame ha sconfitto la loro violenza con la parola. Invece di accettare l’obbligo al silenzio esistenziale e politico, ha dimostrato con la sua arte che era più forte dei suoi violentatori.
“Medea”, di Euripide, è il testo che Franca Rame scelse per chiudere lo spettacolo “Tutta casa, letto e chiesa”, scritto insieme a Dario Fo negli anni ’70 e composto da monologhi comico-grotteschi sulla condizione femminile: Medea resta una figura fortissima, mai abbastanza conosciuta e studiata, quella delle madri che sopprimono i propri figli e che uccidendo loro annientano e uccidono se stesse.
Biglietti 18/15 euro. Prevendite nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita e online su www.ticketone.it. Info e prenotazioni tel. 055 8877213 - www.teatrodelledonne.com.
Con il sostegno di Comune di Firenze_Estate Fiorentina, Comune di Calenzano, Città Metropolitana di Firenze, Regione Toscana, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Fondazione CR Firenze, Unicoop Firenze, Rat.
Avamposti Teatro Festival - Oltrepassare i confini – Prossimi appuntamenti
In programma fino al 23 settembre, il festival Avamposti 2018 coinvolgerà luoghi particolari e suggestivi dell’area fiorentina, tra gli altri Palazzo Medici Riccardi, l’Anfiteatro di Villa Strozzi e il Cimitero degli Allori a Firenze, oltre al Teatro Manzoni, la Biblioteca Civica a Calenzano e il Teatro della Limonaia a Sesto Fiorentino.

Il tema scelto per questa edizione, “Oltrepassare i confini”, è declinato nelle sue molteplici accezioni.
Donne che varcano i confini della Storia, come la Amy Foster di Joseph Conrad, a cui Daniela Morozzi renderà omaggio con “Amy_Storia di un naufragio”, dom 16/9 all’Anfiteatro di Villa Strozzi e lun 17/9 al Teatro Manzoni. Come Giovanna D’Arco, che Valentina Valsania interpreterà nello spettacolo “Giovanna D’Arco_La Rivolta”, sab 22/9 al Teatro Manzoni di Calenzano; come la Marianna Ucria di Dacia Maraini, sempre al Manzoni, dom 23/9 con Raffaella Azim.
Spettacoli che vanno oltre i confini della scena, come i reading “La Spoon River di Firenze” sab 22 e dom 23/9 al Cimitero degli Allori (in collaborazione con il festival L’eredità delle Donne diretto da Serena Dandini).
Storie che oltrepassano ogni confine: “La donna fatta a pezzi” di Filippo Renda, libera trascrizione dal racconto di Assia Djebar – post festival: da ven 28 a dom 30/9 al Manzoni di Calenzano -  e sempre dello stesso Renda, “Tutto il male che non ti ho fatto”: una anteprima nazionale che porta in teatro la relazione impossibile fra un uomo e una donna che vivono in palcoscenico la loro vita (interpreti Elena Arvigo, Antonio Fazzini, Eugenio Nocciolini, gio 20 e ven 21/9, Manzoni Calenzano).
E ancora, “Wasted” di Kate Tempest, punto d’incontro produttivo fra Avamposti e Intercity Festival (post festival: da ven 12 a dom 14 ottobre al Teatro della Limonaia).
Infine “Come un fiume” di Eugenio Nocciolini e Francesco Nucci, produzione del Teatro delle Donne dedicata a Tiziano Terzani e all’ultimo periodo della sua vita, quello vissuto da solo sull’Himalaya, ven 14 e sab 15/9 a Villa Strozzi, Firenze).

Fabrizio Del Bimbo 

mercoledì 5 settembre 2018

Ottanta anni fa le leggi razziali, un incontro a San Rossore (PI)




"Siamo qui per ricordare una delle pagine più infami della storia italiana. Una pagina che si consumò proprio qui a San Rossore, ottant'anni fa. In Italia il razzismo ha avuto un suo sviluppo, ma con il fascismo diventò un fatto di Stato, un elemento determinante sancito dalle leggi: la firma, il 5 settembre 1938, dei Provvedimenti per la difesa della razza, non si può considerare un atto come gli altri. Furono 670 gli ebrei deportati dalla Toscana e tornarono in poche decine dai campi di sterminio nazisti". Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha aperto così la conferenza stampa che si è tenuta oggi alle Cascine vecchie della Tenuta di San Rossore, subito dopo l'inaugurazione della mostra "1938 - La storia", del Museo della Shoah di Roma.
"Una grande inquietudine – ha proseguito - pervade tutti i democratici in questo periodo storico. Si affaccia l'idea che la storia possa ripetersi; si avvertono analogie, scivolamenti e dobbiamo preparare argini adeguati. Non ci sono certo le stesse condizioni che prepararono l'ascesa del nazismo e del fascismo. Però ora come allora siamo in presenza di una crisi economica che colpisce i ceti popolari, che genera un impoverimento culturale prima che materiale. Anche allora c'era la tendenza a sentirsi traditi, vittime. Anche allora c'era un fenomeno di immigrazione pesante dall'est verso la Germania, dopo la rivoluzione russa. Oggi si assiste alla caccia al nero e dietro a questo c'è una cultura. Per questo, con ancora più forza, occorre ribadire che esiste una sola razza: quella umana".
"In Toscana – ha ricordato il presidente - abbiamo messo in campo tante iniziative, a cominciare dal Treno della Memoria, e per questo ringrazio gli organizzatori e gli insegnanti che ogni anno preparano i ragazzi a questa straordinaria esperienza nei campi di sterminio nazisti. Partecipiamo convintamente a tutte le commemorazioni delle stragi nazifasciste. C'è una cultura - ha sottolineato Rossi -, che io voglio contrastare, che tende a sottovalutare questi momenti. Invece, noi vogliamo continuare a ricordare quelle stragi, vogliamo far sapere che i fantasmi del nazismo, del fascismo, del razzismo, possono tornare. Non dobbiamo smarrire il senso di fondo di cosa ha significato per noi attraversare quel periodo buio".
"La Toscana – ha concluso il presidente - è multietnica, sono 407mila gli stranieri che vivono regolarmente e stabilmente sul nostro territorio. Chi pensa che si possa tornare indietro, magari con un'operazione di pulizia etnica, non sa come è la Toscana oggi. Interi comparti funzionano grazie agli stranieri. Il problema dell'immigrazione deve stare in cima ai nostri pensieri e tutti quanti siamo chiamati a misurarci con questa realtà. Se si dovesse tornare indietro, chiuderebbero tante attività. Nella nostra società siamo stati capaci di elaborare il conflitto, la differenza. Questi i temi che dobbiamo affrontare per essere all'altezza dell'insegnamento della storia".
Serve una memoria vigile" dice ferma la vice presidente della Regione Toscana, Monica Barni, un attimo dopo la deposizione delle corone davanti alla targa nel parco di San Rossore che dal 2012 ricorda la firma nella tenuta, nel 1938, delle leggi antisemite italiane. Accadde nelle villa del re che sorgeva subito dietro e che oggi non c'è più.
"L'esser qui, tutte le istituzioni assieme, è un gesto importante dal punto di vista simbolico ed essenziale per la memoria – sottolinea – Dobbiamo lavorare con i giovani, affinché non cedano all'indifferenza o non siano irretiti da false chimere e racconti. Oggi purtroppo tanti segnali ci dicono che il per emicolo c'è e quindi dobbiamo ancor di più alzare il nostro impegno, in una regione dove tante cose comunque già vengono fatte: il Treno della memoria ad esempio, che ogni due anni porta oltre cinquecento ragazzi delle scuole superiori ad Auschwitz e che non è un viaggio commemorativo ma della consapevolezza, che inizia con la preparazione degli insegnanti e il lavoro in classe". Prima ancora di salire sul convoglio.
"Lo facciamo dal 2002 – ricorda l'assessore – Siamo stati la prima Regione ad organizzarlo e forse ancora oggi l'unica per i numeri messi in campo".




Fabrizio Del Bimbo

A Livorno la 3/a edizione di Scenari di quartiere

Da sabato 8 al 23 settembre quindici appuntamenti a ingresso libero


Tra i protagonisti Marco Paolini, Marco Baliani, Jacopo Fò, Simone Cristicchi
Tra le novità di questa edizione, una nuova formula di narrazione, dal titolo “Filosofia in piazza”. Il primo appuntamento conUmberto Galimberti
Annunciata oggi, in conferenza stampa presso il Teatro della Pergola, la collaborazione tra Teatro della Toscana e Teatro Goldoni


Da sabato 8 a domenica 23 settembre Livorno sarà capitale del “Teatro di narrazione” per la terza edizione di “Scenari di Quartiere”, festival che si svolgerà in spazi inusualial “calasole”, verso il tramonto, un momento della giornata di particolare suggestione che favorisce momenti di riflessione e socializzazione.

Quindici gli appuntamenti in programma,ingresso libero, con ospiti illustri, da Marco Paolini (8/09) a Marco Baliani (22/09), che, con il proprio modo di raccontare storie senza rappresentarle, sono stati tra i fondatori di questo genere di teatro; da Jacopo Fò, figlio di Dario (13/09) a Elisabetta Salvatori (14/09), Luigi D’Elia (16/09), Oscar de Summa (22/09), chiudendosi poi con Simone Cristicchi (23/09), tra produzioni originali, prime rappresentazioni toscane e riproposizione di spettacoli storici.

Il festival, nato nel 2016 da un’idea di Fabrizio Brandi e Marco Leone, è organizzato dalla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno e dal Comune di Livorno, con la direzione artistica diFabrizio Brandi ed il contributo dell’Associazione Quartieri Uniti di Livorno.

Il teatro entrerà in tanti luoghi della città, dal centro alle periferie, valorizzandone spazi spesso non deputati alla cultura, ma che risultano estremamente recettivi in termine di coinvolgimento e partecipazione. Un festival diffuso, dal quartiere Venezia, a Montenero, Ardenza, Antignano, Pontino, Fabbricotti, Stazione, Benci centro, Ovosodo, Quartiere Magenta, fino al Quartiere San Jacopo, dove, in via dei Floridi, sorgeva il Teatro San Marco. Qui il 21 gennaio 1921 si riunì, dopo essersi separato dal Partito socialista, un gruppo minoritario di persone tra cui Armando Bordiga, Antonio Gramsci, Umberto Terracini, Angelo Tasca, Palmiro Togliatti, Ilio Barontini. Ed è proprio qui, sui resti del teatro dove nacque il Partito comunista d’Italia, che Fabrizio Saccomanno interpreterà “Gramsci - Antonio detto Nino”, in cui l’attore pugliese racconterà la vita di quella mente eccellente, mettendo allo scoperto, grazie alle sue lettere, sentimenti privati e pensieri di interesse collettivo, per poi chiedersi dove sia possibile oggi ritrovare tracce del suo pensiero e del suo operato.
Tra le novità di questa edizione, anche una nuova formula di narrazione, dal titolo“Filosofia in piazza”: tre incontri a tema, condotti da Alessandro Rizzacasa, presidente dell’Associazione “Città Filosofica”, dove la gente interverrà e si racconterà in modo spontaneo. Il primo appuntamento sarà l’11 settembre con un ospite speciale, Umberto Galimberti, che tratterà il tema “Felicità e talento”. Seguirà "Apparire equivale ad essere?” (17/09, Piazza Garibaldi) e "Narrare/Narrarsi” (18/09, via della Madonna). Uno scavo critico, un chiedersi, senza fermarsi alle idee già consolidate, all’aperto, nella piazza, come faceva Socrate, per confrontarsi facendo delle idee reciproche punti di forza per comprendere, ricercare, tentare di capire. 
Inoltre, è stata annunciata oggi, in conferenza stampa, la collaborazione tra Teatro della Toscana e Teatro Goldoni. Ha detto Marco Giorgetti, direttore generale della Fondazione Teatro della Toscana: “La presentazione al Teatro della Pergola del Festival Scenari di Quartiere non è solo un’occasione di ospitalità e accoglienza di una manifestazione di grande rilievo, ma ci permette anche di riaffermare il rapporto di collaborazione tra la Fondazione Teatro della Toscana con il Teatro Goldoni e la città di Livorno, che da oggi si rinforza e arricchisce di intenti strategici, di natura anche internazionale, che saranno precisati in un prossimo incontro pubblico”.
Concetti che ribadisce anche Marco Leone, direttore generale della Fondazione Teatro Goldoni: “Sottolineo il piacere che fra le nostre due fondazioni e rispettive città ci sia la volontà di arricchire questo protocollo di intesa. La presentazione di oggi a Firenze del festival ne è la prova”.

Ha aggiunto Francesco Belais, Assessore alla cultura del Comune di Livorno: “Portare il teatro nei quartieri è stato ed è un esperimento importante: avvicina al teatro persone che ne hanno pudore, o che usualmente non lo frequentano. Al Teatro Goldoni abbiamo avuto un incremento degli abbonamenti che mi piace pensare derivi anche dall’aver portato il teatro sotto casa”.
Sul festival, ha concluso il il direttore artistico Fabrizio Brandi: “Giunto alla sua terza edizione, il festival rimane fedele e sviluppa ulteriormente l’idea da cui è partito: portare il teatro fuori dal teatro, tra la gente, in luoghi suggestivi, spesso legati alla storia della città. È un teatro che si riappropria della sua valenza originaria: tornare nelle strade e nelle piazze per cercare di innescare processi di rigenerazione di quei luoghi, favorire relazioni, condivisione, pensiero. Andare incontro ai bisogni, affrontare e mettere in rilievo le mancanze, le criticità, anche questo è il ruolo dell’arte. Cultura, spettacolo, partecipazione e territorio si legano così in uno scambio continuo di conoscenza e valorizzazione. Un teatro semplice, scarno come quello di narrazione, ma ricco di contenuti e capace di emozionare, che coinvolge un maggior numero di luoghi rispetto agli anni passati ed implementa il numero di serate”.

Inizio spettacoli ore 19 - Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero
Per informazioniwww.scenaridiquartiere.it.
In caso di maltempo, gli spettacoli si terranno alla stessa ora presso la Sala della Canaviglia in Fortezza Vecchia(ingresso Porto di Livorno – Calata Sgarallino).

Nicoletta Curradi