venerdì 22 maggio 2009

Una serata ed un libro per Francesco Nuti


C'erano gli amici di sempre, Panariello, Pieraccioni, Conti, Haber,Francesca Neri. E naturalmente Giovanni Veronesi. Il 21 maggio, a Firenze, presso Otel, è stato presentato "Francesco Nuti. La vera storia di un grande talento", volume ricco di testimonianze e fotografie che Matteo Norcini, fan sfegatato, ha voluto dedicare al comico di Narnali, tornato in famiglia dopo tre anni terribili. Come si ricorderà, il 2 settembre 2006 Nuti fu ricoverato a causa di un ematoma cranico dovuto a una caduta. Il coma prima, poi una lunga riabilitazione neuro-motoria, infine il progressivo miglioramento.
Domenica scorsa il mattatore di "Donne con le gonne" ha compiuto 54 anni. La botta è stata dura, ma l’uomo è forte, caparbio. Il libro (Ibiskos) arriva al momento giusto. Suona come un omaggio e insieme uno sprone. Veronesi, regista di "Manuale d'amore", lo becchiamo sul treno per Firenze. Conferma: «Le cose vanno meglio. L’ultima volta che l’ho visto era in piedi, si alzava da solo. Comunica. Fisicamente è sempre Francesco: col suo buchetto sul mento, il sorriso sfacciato e un po’ dolce, da guascone». Sono lontani gli anni della depressione, dell’alcol, dei tentativi (veri o presunti) di suicidio, delle interviste scorticate. Oggi Francesco non beve, non fuma, è di nuovo asciutto. Alla festa in suo onore non verrà. «Non si sente ancora pronto a farsi vedere in pubblico», spiega l'amico. «È un momento delicato. Ma Francesco ha la fibra dura. Ha ricominciato a sfottermi, a chiedermi “ma che ci fai a Roma?”, a essere simpatico».
Il sodalizio cominciò con "Tutta colpa del paradiso", del 1985. «Nei suoi confronti avvertii subito avuto un’attrazione fatale. Guardavo lui e speravo fosse uno specchio: invece era solo lui. Francesco ha un gran talento, sapeva far ridere come voleva», ha rievocato Veronesi. Anch’egli pratese, rude e cinico, un po’ per posa. Si erano conosciuti nel 1980. «Nuti venne a vedere un mio spettacolo teatrale, Diario di un pazzo di Gogol, roba seria e pallosa. Poi ci si perse di vista. Finché una notte mi confessò che aveva voglia di un figlio, di un Nutino. Così andai a casa, scrissi quattro paginette ed ecco Tutta colpa del paradiso, dove lui, uscito di galera, andava a riprendersi il figlio da Ornella Muti». La collaborazione artistica si concluse col tormentato OcchioPinocchio, oggi rivalutato dai critici, ma i due hanno continuato a vedersi, a chiacchierare di donne. Anche quando il pubblico sembrò voltare le spalle all’ex «giancattivo» con la passione del biliardo e delle canottiere.

Fabrizio Del Bimbo

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