venerdì 15 luglio 2011

I Tommasi in Toscana, una mostra a Castiglioncello


A Castiglioncello, dal 23 luglio al 2 ottobre 2011 è aperta la mostra “I Tommasi. Pittori in Toscana dopo la “macchia”, a cura di Francesca Dini. Immagine: Angiolo Tommasi,

Negli ultimi dieci anni il Centro per l’arte Diego Martelli di Castiglioncello http://www.comune.rosignano.livorno.it/site4/pages/home.php?tipop=vis_pagina&visualizza=left&id=324&idpadre=10113 , supportato dalla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti e dai maggiori musei italiani e francesi, ha promosso importanti mostre dedicate ai Macchiaioli e più in generale all’evoluzione della pittura figurativa a cavallo tra il XIX e XX secolo.

La mostra, curata da Francesca Dini, è lungo excursus temporale sulla pittura toscana che prende le mosse dalla personalità tardo-macchiaiola di Adolfo Tommasi (Livorno 1851 - Firenze 1933), che fu tra i frequentatori della Villa Martelli a Castiglioncello, proseguirà attraverso le esperienze di Angiolo (Livorno 1859 - Torre del Lago 1923), pittore naturalista che fu tra i protagonisti della scuola di Torre del Lago -legata alla figura di Giacomo Puccini-, e approderà infine alla vicenda post-macchiaiola e dunque novecentesca di Ludovico (Livorno 1866 - Firenze 1941).

Il percorso espositivo di circa 70 dipinti per lo più provenienti da collezioni private e dunque solitamente inaccessibili al grande pubblico, parte da uno dei momenti più noti nell’agiografia della vicenda macchiaiola: il Cenacolo di Bellariva.

Nel 1881 la famiglia di Luigi Tommasi, benestante livornese, si trasferisce a Firenze andando ad abitare Villa "La Casaccia" a Bellariva (già oggetto delle incursioni pittoriche di Abbati e Signorini, nel decennio aureo della "Macchia"); e ciò per favorire le inclinazioni artistiche di due dei cinque figli, Angiolo che si iscrive all’Accademia di Belle Arti e Lodovico che entra in Conservatorio, per diplomarsi in violino. Sin dal 1877, Adolfo Tommasi (cugino di Angiolo e Lodovico) ha introdotto in famiglia Silvestro Lega che ha irrorato dei propri consigli la formazione dei tre artisti livornesi, incentivando la decisione della famiglia di trasferirsi a Firenze. Il Cenacolo di Bellariva, frequentato tra gli altri da Giosuè Carducci, da Enrico Panzacchi, dalla scrittrice Anna Franchi e dai pittori Adriano Cecioni, Francesco e Luigi Gioli, Vittorio Corcos, Eugenio Cecconi, Giovanni Fattori e Telemaco Signorini; sarà soprattutto ricordato per aver ospitato la rinascita spirituale e artistica del non più giovane Lega. Sono quelli gli anni delle divergenze tra Lega e Fattori poiché quest’ultimo è molto critico nei confronti dell’indirizzo liberamente "impressionista" assunto dall’arte toscana. I Tommasi sono naturalmente con Lega, come dimostrano i dipinti di Angiolo "In giardino" e "Lavandaie sull’Affrico" e il quadro "Pescatorelli" di Lodovico.La mostra si sviluppa da questo antefatto, e partendo dalle innegabili comuni origini culturali macchiaiole dei tre pittori, ne evidenzia i singoli percorsi attraverso i quali essi pervennero a linguaggi pittorici autonomi e caratterizzati, articolandosi in tre sezioni, vale a dire in tre retrospettive parallele. La prima è intitolata "Adolfo Tommasi, epopea del Vero" e raccoglie straordinari dipinti quali "La diligenza di Castiglioncello", "Grano maturo", "Le ore calde", .La seconda sezione è intitolata "Angiolo Tommasi, dal Cenacolo di Bellariva al Club della Bohème". Essa ripercorre l’evoluzione dell’artista dai primi esiti leghiani alle opere caratterizzate da una fattura veloce e dalla luce abbagliante, in sintonia con il vitalismo di inizio secolo, eseguite presso il Lago di Massaciuccoli, in seno al gruppo di artisti che si radunava attorno alla figura di Giacomo Puccini. La terza sezione della mostra è dedicata al più giovane dei tre artisti, forse il più audace per la costante sperimentazione che caratterizza il suo percorso, "Lodovico Tommasi, tra Naturalismo e Avanguardia". Splendidi dipinti quali "Guardianella di oche" (1892), "Riposo nei campi" (1898), "Lavandaie presso Luco" rivelano una certa sensibilità nei confronti del divisionismo e collocano Lodovico in seno al gruppo dei Post-Macchiaioli.

Castiglioncello, Castello Pasquini
Dal 23 luglio al 2 ottobre 2011


Fabrizio Del Bimbo

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